Cambiare è un nostro diritto, ma se c'è un intoppo? La storia di Lucia

Lucia è una programmatrice informatica. Fa arrampicata da tanti anni, le piace molto cucinare pietanze orientali, ha due gatte, un cane e una mamma spassosa ma non proprio autosufficiente che fa molto affidamento su di lei. Ha tanto da fare tra il lavoro, la famiglia, le sue passioni e le incombenze di casa, e non ama (come darle torto, del resto?) perdere tempo dietro a questioni burocratiche.

Da un po' di tempo però non è più tanto contenta della sua banca, la Banca Verde, e sta pensando di cambiare: consultando gli Indicatori di costo e il Foglio informativo che la banca le ha dovuto fornire per permetterle di confrontare le caratteristiche dei diversi prodotti, si accorge che la Banca Blu le offre alcuni servizi in più che le sarebbero utili e a un prezzo più vantaggioso. Perché non approfittarne?

Lucia sa che cambiare banca le porterà via un po' di tempo ma conta di riuscire a concludere il tutto entro pochi giorni. Suo fratello Sergio, in effetti, ha fatto la stessa scelta e non ha avuto problemi: gli è bastato aprire il nuovo conto corrente richiedendo la chiusura del vecchio conto e la portabilità dei servizi di pagamento collegati e le due banche hanno sbrigato tra loro la questione in un paio di settimane e, soprattutto, senza alcuna spesa aggiuntiva.

Il 10 marzo Lucia, dopo aver letto il Documento di sintesi del contratto, si decide. Chiude il vecchio conto e chiede la portabilità dei servizi appoggiati su un nuovo conto corrente presso la Banca Blu: vuole che i suoi addebiti diretti (i pagamenti ricorrenti effettuati in automatico, ad esempio per le bollette della luce e del telefono) vengano trasferiti, insieme al saldo, al nuovo conto aperto presso la Banca Blu.

Dopo un paio di settimane, il 24 marzo, Lucia prova ad accedere al suo vecchio conto tramite i servizi online ma non ci riesce: forse il rapporto è già chiuso e il trasferimento è già andato a buon fine? Poco dopo Lucia scopre in realtà che non è proprio così: pur non potendo più accedervi, il suo vecchio conto non è ancora estinto. Verrà estinto solo il 9 maggio, dopo ben 38 giorni lavorativi, e i soldi di Lucia saranno finalmente trasferiti solo il giorno successivo, il 10 maggio.

Insomma, Lucia non ha potuto disporre dei soldi depositati nel vecchio conto per più di un mese: decisamente troppo! Nel frattempo la fattura della compagnia telefonica, in scadenza il 7 aprile, è stata respinta dalla sua vecchia banca ma, non essendo ancora stata effettuata la portabilità, non è stata pagata in tempo, e Lucia si è ritrovata una fattura maggiorata a causa del ritardo.

Visti i disagi subiti, e dopo aver inoltrato un reclamo scritto alla Banca Verde senza aver ricevuto risposta per più di un mese, Lucia decide di ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario. Che cos'è? Un'alternativa più rapida ed economica al giudice ordinario, che puoi scegliere quando hai problemi con una banca o un intermediario. Senza bisogno di assistenza legale e facendo tutto online, Lucia presenta il suo ricorso pagando solo 20 euro.

L'Arbitro Bancario Finanziario, chiamato anche ABF, esamina la sua richiesta e le ragioni della Banca Verde per capire se vi sia stato un motivo legittimo che potesse giustificare il ritardo. La procedura di portabilità deve infatti concludersi al massimo entro 12 giorni lavorativi a partire dalla ricezione della richiesta del cliente da parte della nuova banca. La Banca Verde sostiene che il ritardo è stato causato dal fatto che Lucia aveva, associata al suo vecchio conto, una carta di credito. In effetti, è vero, se ci sono obblighi pendenti che gravano sul cliente (ad esempio il mancato pagamento delle spese di gestione del vecchio conto), alla banca può essere concesso più tempo per trasferire saldo e addebiti al nuovo conto; nel caso di Lucia però, rileva l'ABF, non risulta alcun obbligo pendente e il solo fatto che lei avesse una carta di credito non giustifica certo il ritardo.

L'ABF, insomma, dà ragione a Lucia, che riceve un indennizzo calcolato sulla base del ritardo che ha subito e dell'ammontare del saldo del suo conto corrente: ottiene così 300 euro, più i 20 che aveva speso per ricorrere all'Arbitro.

Cambiare banca facilmente è un nostro diritto e, se vediamo che ci conviene, dovremmo farlo. Certo, non sempre fila tutto liscio, ma è importante sapere che, se ti dovessi trovare nella stessa (sfortunata) situazione di Lucia, hai uno strumento per ottenere un risarcimento in tempi rapidi!