#23maggio. Giornata della legalità

In ricordo di quel 23 maggio del 1992 - giorno in cui in un attentato mafioso nella sua Sicilia il giudice Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta persero la vita - si è trasformato in una giornata speciale, dedicata alla legalità, in tutte le sue forme. In questo periodo di emergenza sanitaria questa giornata assume una connotazione ancora più intensa.

«Non c'è crisi che non sia una grande opportunità per le mafie» ricorda Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Qualche giorno fa su queste pagine abbiamo parlato di #Covid19 e criminalità organizzata con la prefetto Annapaola Porzio.

"L'attuale situazione di emergenza sanitaria espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti: sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale; l'indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l'acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali; gli interventi pubblici a sostegno della liquidità possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive; il mutamento improvviso delle coordinate di relazione sociale aumenta l'esposizione di larghe fasce della popolazione al rischio di azioni illegali realizzate anche on line".

È questo il monito che l'Unità di informazione finanziaria - autorità centrale del sistema antiriciclaggio delineato nel nostro Paese, istituita in posizione di indipendenza e autonomia presso la Banca d'Italia - ha di recente rivolto agli intermediari, ai professionisti, agli altri operatori qualificati e alle Pubbliche amministrazioni perché operino in maniera coesa e in comunione di obiettivi nel far si che gli interventi pubblici raggiungano gli obiettivi prefissati, sostengano effettivamente persone e imprese in difficoltà, prevengano possibili effetti distorsivi del mercato, preservando l'integrità dell'economia legale.

Tra i tanti punti di attenzione richiamati, la UIF invita banche e altri operatori anche al monitoraggio delle attività a distanza, in particolare on line: è aumentato il rischio che gli strumenti di pagamento elettronici possano essere impiegati per truffe on line, mediante il sistema della compravendita di beni inesistenti o contraffatti, ovvero a prezzi sproporzionati; è aumentata anche l'esposizione al rischio di reati informatici in danno di singoli utenti ovvero di imprese o enti. Abbiamo parlato di questi fenomeni e più in generale di sicurezza on line nelle pagine di questo portale qui e qui.

Anche la Banca d'Italia si è rivolta direttamente agli intermediari per richiamare la loro attenzione sulle opportunità di adoperarsi a tutela dei clienti in questo difficile periodo in cui da un lato il rapporto banca cliente si svolge a distanza, e dall'altro i clienti stessi sono esposti a errori, truffe, raggiri o peggio ancora vengono più o meno consapevolmente coinvolti in attività illecite quando non criminali. Per esempio, per i finanziamenti alle imprese garantiti dallo Stato, la Banca d'Italia ha chiarito, per evitare eventuali utilizzi illegali, che gli stessi devono essenzialmente mirare a fornire le imprese della provvista necessaria per far fronte ai costi di funzionamento o a realizzare verificabili piani di ristrutturazione industriale e produttiva. Ne abbiamo parlato, con maggiore dettaglio, qui.

«Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere» (Giovanni Falcone)