Arbitro Bancario e Finanziario: da 10 anni per la tutela e l'educazione finanziaria dei clienti

È disponibile la relazione 2019 sull'operato dell'Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), giunto al suo decimo anno di attività. L'Arbitro è un sistema di risoluzione alternativo delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari; rappresenta un'opportunità di tutela più semplice, rapida ed economica rispetto a quella offerta dal giudice ordinario.

Si può ricorrere all'Arbitro, senza alcuna assistenza, per una controversia che riguarda, ad esempio, conti correnti, mutui, prestiti personali. La richiesta può riguardare: una somma di denaro per un importo non superiore a 200.000 euro; l'accertamento di diritti, obblighi e facoltà (ad esempio, per la mancata consegna della documentazione di trasparenza o la mancata cancellazione di un'ipoteca dopo l'estinzione di un mutuo), in questo caso senza limiti di importo. Condizione per la presentazione del ricorso è il preventivo invio di un reclamo scritto all'intermediario, che ha tempo 60 giorni per rispondere. Se non risponde o non si è soddisfatti si può ricorrere all'Arbitro. Sul sito dedicato, ci sono tutte le informazioni necessarie a comprenderne il funzionamento. Sono anche disponibili video e una Guida in parole semplici.

In questi 10 anni l'Arbitro - che per dimensioni è il secondo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie e finanziarie in Europa dopo il Financial Ombudsman Service inglese - si è affermato come strumento di tutela dei clienti, ma anche di educazione finanziaria. Ha contribuito a diffondere conoscenza sui diritti e sugli obblighi dei clienti bancari, aiutandoli a entrare in relazione con la propria banca in modo più consapevole e sereno.

Nel decennio sono state adottate circa 132.000 decisioni, adempiute dagli intermediari nella quasi totalità dei casi, nonostante non siano vincolanti: soltanto con riferimento agli ultimi quattro anni, ai ricorrenti sono stati riconosciuti più di 83 milioni di euro.

Ci sono due dati interessanti che confermano l'utilità del sistema come strumento di tutela effettiva delle persone. Da una indagine emerge che soltanto lo 0,7% delle decisioni dei Collegi dell'ultimo triennio sono state successivamente portate all'attenzione dei Tribunali dopo la decisione dei Collegi. Inoltre, i giudici civili hanno confermato l'orientamento dei Collegi dell'Arbitro nell’83% dei casi portati all'attenzione della giustizia ordinaria.

Un sondaggio tra i ricorrenti ha messo in evidenza che coloro che si rivolgono all'Arbitro hanno un livello di alfabetizzazione finanziaria superiore alla media italiana: come ha sottolineato la Vice Direttrice Generale della Banca d'Italia, Alessandra Perrazzelli, il dato potrebbe indicare che l'Arbitro è ancora noto solo a una parte degli italiani, che hanno conoscenze e accesso a informazioni che altri non hanno; per questo motivo l'attività di sensibilizzazione e di educazione finanziaria, anche digitale, è importante, perché può diventare anche strumento di inclusione.