Come cambia la conoscenza finanziaria quando la banca è a portata di click

Abbiamo già parlato in queste pagine della relazione tra conoscenze digitali e finanziarie. L'emergenza sanitaria ha rappresentato un banco di prova e uno stimolo ad acquisire maggiore dimestichezza con il digitale e gli strumenti di pagamento elettronici e on-line. Questo perché ognuno di noi è rimasto a casa e si è ritrovato a fare tutto online, dalla didattica a distanza, all'acquisto di beni, fino alla richiesta di servizi finanziari.

Chi non vorrebbe gestire le proprie finanze senza recarsi in filiale, ricercare facilmente e senza costi informazioni sui servizi finanziari o evitare di perdere tempo nella fila allo sportello?

Se eri un utilizzatore assiduo dell'home banking già prima della pandemia, sai bene che le banche forniscono servizi attraverso Internet permettendo ai clienti di fare operazioni bancarie comodamente da casa, dal pc o dallo smartphone o tablet. L'uso dello smartphone - sempre con noi e sempre connesso - ha consentito una grande diffusione di app bancarie e un ampio ricorso all'home banking, divenuto la porta di ingresso privilegiata tra i canali di accesso alle banche, soprattutto per i possessori di conto corrente.

È stato calcolato che l'Internet banking fa risparmiare in media ad una persona 21 minuti alla settimana classificandosi come una delle migliori invenzioni dei tempi moderni, seguita da e-mail, microonde e shopping online.

Una ricerca della Banca d'Italia, ha messo in evidenza che l'Internet banking può anche influenzare la partecipazione delle famiglie ai mercati finanziari e, addirittura, quanto queste sanno di finanza personale.

Se è un dato di fatto che a utilizzare l'Internet banking sono in prevalenza alcuni gruppi socio-demografici, quelli tra i 35-54 anni (giovani e persone con un reddito più elevato rispetto a chi non ricorre a tali servizi), la ricerca sottolinea un aspetto meno scontato.

In generale, chi comincia a utilizzare i servizi bancari via Internet ha una probabilità dell'89% in più di iniziare a investire nei mercati finanziari e del 65% in più di detenere almeno un'attività finanziaria (diversa dai depositi) a breve termine, in genere caratterizzate da un basso rapporto rischio-rendimento.

Ma c'è un altro risultato interessante.

Gli utilizzatori dell'Internet banking presentano l'85% di probabilità in più di rispondere correttamente alle domande utilizzate per misurare l'alfabetizzazione finanziaria. Nel tempo, l'Internet banking favorirebbe una migliore comprensione dei concetti finanziari (come la differenza tra tassi di interesse reali e nominali, il concetto di rischio, rendimento, diversificazione).

Questo perché offre un accesso più rapido e conveniente alle informazioni aumentando la consapevolezza delle opportunità finanziarie disponibili, ma anche a nozioni utili sia per gli investimenti che nelle scelte della vita quotidiana.

Questo risultato è tanto più importante se si tiene conto che - come abbiamo spesso sottolineato - le conoscenze finanziarie degli italiani sono modeste e gli italiani lo riconoscono.

Il giusto mix di competenze digitali e finanziarie può avere riflessi significativi sull'inclusione finanziaria e una spinta al miglioramento di queste abilità può venire proprio dai servizi bancari via Internet che possono aiutare ad accorciare le distanze con la banca e il mondo della finanza.

Inoltre, la possibilità di ricevere rendicontazioni online (estratto conto, documenti di sintesi, note informative sui titoli), accedere a news di settore e sui mercati finanziari, avere aggiornamenti su quotazioni e cambi, e la comodità di operare sui mercati avendo costantemente sotto controllo il valore dei propri investimenti, sono aspetti che concorrono a migliorare la comprensione dei concetti finanziari di base e a guardare con meno timore a scelte percepite come distanti.