#COVID19. Il calcolatore per i contributi a fondo perduto dei decreti legge Ristori

Parliamo dei contributi a fondo perduto a favore delle imprese previsti dai decreti legge "Ristori" e "Ristori bis". Il disegno di questi aiuti è divenuto piuttosto complesso per via del susseguirsi delle norme (la prima risale al decreto legge "Rilancio" di maggio) e dei numerosi parametri che ne regolano l'accesso.

Oggi proviamo a fare un po' di chiarezza su come funziona questa misura e, soprattutto, mettiamo a disposizione dei piccoli imprenditori un "simulatore" che aiuta a capire in modo semplice se si ha diritto al contributo e quale sia l’importo (scaricalo subito!).

Chi ha diritto ai contributi?

Proviamo a schematizzare le tre condizioni che devono essere rispettate per l'accesso agli aiuti:

  1. Partita Iva. Ad oggi il contributo spetta a tutti i soggetti che hanno attivato la partita IVA prima del 25 ottobre 2020, purché non l'abbiano chiusa dopo la stessa data.
  2. Settore di attività economica. Per beneficiare dell'aiuto è necessario che l'attività svolta ricada tra quelle identificate con uno specifico codice Ateco (clicca qui se vuoi sapere cosa sono i codici Ateco) ed elencate in due tabelle che riportiamo qui di seguito.

    a. La tabella 1 è valida per l'intero territorio nazionale e comprende, ad esempio, molti degli esercenti del settore dei trasporti, della ristorazione e delle attività di intrattenimento;

    b. La tabella 2, che include soprattutto commercianti, riguarda solo le "regioni rosse" di volta in volta definite dalle ordinanze del Ministro della Salute.

  3. Il calo del fatturato nell'aprile 2020. Una condizione essenziale per ottenere il contributo è che il fatturato realizzato nello scorso mese di aprile sia inferiore ai due terzi di quello dell'aprile 2019. Chi ha attivato la partita IVA nel 2019 o nel 2020 ha diritto alla misura minima del contributo a prescindere da questa condizione.

Un contributo verrà riconosciuto nel 2021 anche agli operatori con sede nei centri commerciali (quindi indipendentemente dall'attività economica svolta) e agli operatori del comparto alimentare e delle bevande, interessati dalle misure restrittive del DPCM del 2 novembre scorso. I tempi e l'entità di questo contributo, tuttavia, non sono ancora noti e saranno definiti da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

A quanto ammonta il contributo?

Tieniti forte... il calcolo non è dei più semplici ed è differenziato a seconda della data di attivazione della partita IVA.

Per le partite IVA attivate prima del 2019, è necessario calcolare la flessione del fatturato ad aprile 2020 rispetto all'aprile 2019. All'importo corrispondente al calo del fatturato si applica una percentuale del 20, del 15 o del 10 per cento al crescere dei ricavi complessivi del 2019 (rispettivamente minori di 400.000 euro, compresi tra 400.000 euro e un milione e superiori a un milione). Il risultato ottenuto è la base di calcolo del contributo effettivo. Quest'ultimo, a seconda del codice Ateco e del colore della regione di appartenenza, può essere pari alla base stessa o a un suo multiplo (da 0,5 a 4 volte la base di calcolo). Il limite massimo del contributo erogabile è fissato in 150.000 euro.

Per le partite IVA avviate dal 2019 le cose sono più facili: la base di calcolo è posta pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per gli altri soggetti. Il contributo effettivo sarà anche in questo caso pari alla base di calcolo o a un suo multiplo a seconda del settore e della regione di appartenenza.

Un esempio può aiutarti a capire meglio...

Rossella è la titolare di una grande palestra (codice Ateco=931300) situata al centro di Roma che nel 2019 ha fatturato 800.000 euro, di cui 100.000 nel mese di aprile. A causa del lockdown scattato nella primavera del 2020, i ricavi del mese di aprile si sono ridotti a 40.000 euro. Poiché il fatturato di aprile 2020 è inferiore ai due terzi di quello dell'aprile 2019 (i due terzi di 100.000 euro sono circa 67.000 euro), Rossella ha diritto al contributo a fondo perduto.

Per calcolare l'ammontare del contributo, Rossella considera innanzitutto il calo dei ricavi, ovvero 60.000 euro (100.000 euro di aprile 2019 - 40.000 euro aprile 2020). A questo Rossella applica il 15 per cento (perché il fatturato della palestra nel 2019 rientra nella fascia da 400.000 euro a un milione) ottenendo così la base di calcolo, pari a 9.000 euro. Poiché secondo la tabella dei codici Ateco alle palestre spetta un valore pari a due volte la base di calcolo, Rossella avrà diritto ad ottenere un contributo a fondo perduto pari a 18.000 euro. Ma a chi deve chiederlo?

Come si ottiene il contributo

Il decreto legge prevede un doppio binario per il versamento dei contributi. Chi ha già ottenuto l'analogo aiuto in base al decreto legge "Rilancio" non dovrà fare alcuna domanda: la somma spettante sarà versata automaticamente dall'Agenzia delle Entrate sullo stesso conto corrente utilizzato in precedenza (e in tempi piuttosto rapidi come ha sottolineato il ministro dell'Economia e delle Finanze).

Per chi invece chiede il contributo per la prima volta, è previsto che utilizzi la stessa modulistica resa disponibile dall'Agenzia delle Entrate a giugno ma i tempi e le modalità di invio via web della domanda sono ancora in corso di definizione.

Il nostro calcolatore

Scaricando il nostro "calcolatore" puoi verificare in modo agevole se si hai diritto al contributo. Si tratta di un semplice file Excel in cui sarai guidato all'inserimento dei parametri richiesti dai diversi decreti e che fornisce una risposta immediata sulle possibilità di ottenere i contributi, sugli eventuali ostacoli all'accesso e sull’importo a cui avresti diritto.

Speriamo di esserti stati di aiuto!