Didacta 2021: giocando, ma non solo, alle materie economico-finanziarie si impara!

L'educazione finanziaria a Didacta 2021, la manifestazione sul mondo della scuola che si chiude oggi: la Banca d'Italia ha partecipato attivamente con iniziative per i ragazzi e per gli insegnanti.

I ragazzi hanno potuto sfidarsi mettendo alla prova le proprie conoscenze e competenze economico-finanziarie attraverso la piattaforma interattiva Kahoot. Al centro del gioco soprattutto gli strumenti di pagamento.

Ai docenti sono stati proposti tre seminari immersivi su reddito e pianificazione, pagamenti e acquisti, risparmio e investimenti, ovvero le aree tematiche approfondite nei materiali didattici per la scuola realizzati dalla Banca d'Italia Tutti per uno, economia per tutti.

Sono stati descritti anche alcuni orizzonti in evoluzione come ad esempio quelli delle cripto-attività, dai bitcoin alle stablecoin, fino ad arrivare all'euro digitale.

Perché l'educazione finanziaria è importante?

Le competenze economico-finanziarie, come spiega Magda Bianco, capo del Dipartimento di Tutela della Clientela ed Educazione Finanziaria della Banca d'Italia, sono ancora escluse dai curricula scolastici e non riconosciute appieno come abilità di base, ma rappresentano un elemento fondamentale di cittadinanza attiva. Non solo, le competenze in campo economico-finanziario rappresentano uno strumento per la riduzione delle disuguaglianze sociali e delle disparità di genere e favoriscono i processi di inclusione. Un buon livello di alfabetizzazione finanziaria migliora l'attitudine al risparmio e, con essa, la capacità di reagire a momenti temporanei di difficoltà e riduzione del reddito.

Eppure, l'indagine OCSE - PISA ci segnala, come più volte ricordato in queste pagine, che i quindicenni italiani hanno difficoltà a tradurre le conoscenze matematiche in un vero e proprio strumentario finanziario e sono indietro rispetto ai loro coetanei europei.

Quali temi insegnare?

Sono tanti i temi economici e finanziari da poter portare nella scuola, graduando la complessità in base ai livelli: dai concetti di base, che possono essere insegnati anche ai più piccoli, come la distinzione tra bisogni e desideri, tra spese necessarie e accessorie, a concetti più elaborati come quelli di distribuzione del reddito e soglie di povertà. E ancora, per i più grandi, il legame tra lavoro, reddito e risparmio; il rapporto tra Stato e cittadini; il ruolo delle imposte; il dibattito su temi come l'Unione monetaria, il reddito di cittadinanza, l'utilizzo dei fondi europei per la crescita e lo sviluppo. Ma anche la capacità di selezionare fonti di informazione autorevoli e affidabili.

Quali sono i metodi più efficaci?

Perché questi concetti vengano realmente compresi e si traducano in comportamenti consapevoli è indispensabile utilizzare metodi didattici esperienziali e interattivi. I materiali didattici della Banca d'Italia propongono anche alcune attività per i ragazzi che possono stimolare la discussione in classe, come per esempio condurre brevi interviste in famiglia per i più piccoli oppure consultare il sito dell'ISTAT per i più grandi con la possibilità di imparare a calcolare il livello minimo di spesa indispensabile a garantire una vita dignitosa (sia quando si è single sia quando si mette su famiglia).