Donne e occupazione: occorre agire sul divario di genere

L'ultima fotografia del mondo del lavoro al femminile è sicuramente un ritratto in chiaroscuro. La ripresa nel 2021 dell'occupazione femminile è segnata, ancor più di quella maschile, dal suo carattere temporaneo e quindi precario. Le donne, penalizzate nella prima fase della pandemia anche a causa degli accresciuti carichi familiari, continuano a trovarsi in difficoltà nel mercato del lavoro e così il divario di genere si allarga. È quanto emerge dalla nota congiunta Banca d'Italia e Ministero del lavoro e delle politiche sociali che analizza l'andamento del numero di posizioni di lavoro dipendente in Italia.

È vero che nel corso del 2021 l'occupazione femminile in Italia ha recuperato gradualmente, tuttavia, questa crescita è dovuta soprattutto a un aumento dei contratti di lavoro temporanei; tra le donne oltre l'82 per cento dei posti di lavoro creati nel 2021 erano a termine contro il 72 per cento tra gli uomini. Dunque, del lieve incremento delle assunzioni a tempo indeterminato ha beneficiato, seppur di poco, la componente maschile dell'occupazione: a settembre e ottobre le assunzioni a tempo indeterminato tra gli uomini tornavano sui livelli precedenti la pandemia mentre tra le donne erano di oltre il 3 per cento inferiori rispetto al 2019.

Al divario occupazionale si aggiunge un divario nei livelli di educazione finanziaria. L'innalzamento del livello di cultura finanziaria può rafforzare l'autostima femminile facendo emergere gli incentivi giusti a non rinunciare e anzi ad affermarsi nel proprio lavoro. D'altra parte il fatto che le donne ne sappiano poco di economia e finanza, diminuisce anche la loro resilienza a shock economici improvvisi, come quelli che sono derivanti dalla pandemia. Come spesso ricordato su questo sito, l'alfabetizzazione finanziaria delle donne è particolarmente bassa in Italia ma un aiuto importante può arrivare dai percorsi di educazione finanziaria, come quello realizzato dalla Banca d'Italia Le donne contano.