Il Mese dell'educazione finanziaria, tutto l'anno

Venerdì si è chiuso il mese dell'educazione finanziaria 2020, la terza edizione di questo grande evento che mobilita ormai tantissimi soggetti: istituzioni e società private, organizzazioni senza fini di lucro e semplici cittadini desiderosi di migliorare le proprie conoscenze di economia e finanza.

Per 32 giorni consecutivi oltre 600 eventi complessivi - quasi tutti on line - hanno tenuto ben teso il filo rosso indicato dal tema della manifestazione "Le scelte finanziarie ai tempi del Covid-19".

Cosa portiamo a casa?

Innanzitutto l'interesse e la motivazione delle migliaia di persone che in tutta Italia hanno seguito gli eventi organizzati da tutti i soggetti attivi nel campo. È il segno di un'attenzione crescente verso i temi di base dell'economia e della finanza che - come sottolinea la professoressa Lusardi, Direttore del Comitato ed economista di fama internazionale - possono rivelarsi un vero e proprio scudo contro turbolenze finanziarie impreviste come quelle generate dalla pandemia.

Suscitare l'interesse delle persone, motivarle a investire il proprio tempo per accrescere le competenze finanziarie, è tra le principali sfide per chi si occupa di educazione finanziaria. E allora il Mese - e questa è la seconda lezione che ci portiamo a casa - si conferma un'occasione importante per sperimentare linguaggi e canali nuovi per coinvolgere le persone, soprattutto gli adulti, e dialogare con loro. In questo senso, la spinta alla digitalizzazione impressa dalla crisi sanitaria e dal distanziamento sociale ha rappresentato essa stessa una opportunità di sperimentazione, perché gli eventi si sono svolti quasi tutti on line.

Questo, se pure ci ha privato delle sinergie che solo la presenza può garantire, ha dimostrato che la modalità a distanza può essere un formidabile moltiplicatore per raggiungere più persone e ovunque.

In Banca d'Italia ci siamo fatti aiutare dai giochi, dal cinema e dalla letteratura per trovare storie condivise, divertenti o appassionanti, che potessero raccontarci un poco anche dell'economia, dei suoi principi, delle sue regole e - perché no? - anche delle sue trappole. Da David Copperfield ai personaggi di Checco Zalone la distanza può sembrare incolmabile, eppure dei fili rossi si intrecciano tra la cellulosa della carta di un classico intramontabile e la celluloide di uno dei film di maggiore incasso della storia del cinema italiano.

Ognuno di noi ha modalità di apprendimento diverse ed è importante cercare di tenerne conto.

Insomma, ad ognuno la sua educazione finanziaria, perché ognuno ha aspettative, necessità, conoscenze di partenza diverse; ma nessuno deve rimanere indietro. Del resto, la pandemia ha messo in evidenza come sia necessario occuparsi soprattutto dei gruppi più fragili, colpiti in maniera sproporzionata dalla crisi: le donne, i giovani, le persone a basso reddito…

Oltre 300 eventi nel mese hanno riguardato studenti di tutte le età: in tantissimi hanno partecipato alla presentazione dei materiali didattici Tutti per Uno. Economia per tutti! della Banca d'Italia; 80 eventi hanno riguardato le donne (sono state più di 500 le persone che hanno seguito il nostro webinar Le donne contano); circa 100 eventi sono stati rivolti a artigiani e piccoli imprenditori.

La terza lezione del Mese non può che essere legata alla drammaticità del momento che il nostro paese sta vivendo. La pandemia ha accresciuto la sensibilità per l'economia e la finanza, ha messo in evidenza, per esempio, l'importanza della pianificazione finanziaria e del risparmio precauzionale, nonchè l'utilità, e insieme i rischi di sicurezza, degli strumenti di pagamento elettronici nel commercio on-line. È necessario cogliere la spinta che la crisi ci sta dando per avvicinare l'economia alle persone. Il Mese dell'educazione finanziaria, per dirla con le parole della professoressa Lusardi, dura tutto l'anno!

La nostra promessa, quindi, è continuare a spiegare la realtà che ci circonda, le ricadute che hanno nelle nostre vite le decisioni economiche prese dai governi, dalle banche centrali, dalle istituzioni europee; cercheremo di farlo sempre con parole chiare, semplici e comprensibili. Perché l'economia importante per noi è l'"economiapertutti".