Inclusione finanziaria e resilienza: un piano di azione internazionale per le donne

Nel mese di marzo abbiamo proposto più riflessioni sulle donne. Le donne che ne sanno meno di cultura finanziaria, ma anche le donne più colpite dal dramma della pandemia sul piano dell’occupazione.

Chiudiamo questo ciclo con uno sguardo oltre l'Italia, perché purtroppo la condizione di vulnerabilità vissuta dalle donne e l'esistenza di un divario di genere sono comuni ai paesi europei, ma anche al di fuori dei confini dell'Unione.

Nei paesi emergenti, l'accesso delle donne al mondo del lavoro e ai servizi finanziari rappresenta una sfida ancora più grande a causa di carenze strutturali nei servizi educativi, bancari, e non solo. A sottolinearlo è il report, "Reaching financial equality for women" che fornisce un piano d'azione in 10 punti per una maggiore inclusione post-COVID. La pandemia ha invertito decenni di progresso nell'emancipazione femminile, portando con sé un maggiore lavoro in casa proprio per le donne.

Piano di azione in 10 punti

Fonte: Rapporto Better Than Cash Alliance “Reaching financial equality for women”

Ecco alcune delle azioni enunciate nel piano.

Le aziende dovrebbero incoraggiare i propri dipendenti e le donne, ad aprire un conto corrente bancario dove ricevere lo stipendio, per incentivare il risparmio e gestire meglio le emergenze (Azione 1). Le parole di Taslima Sultana Khanam, Presidente di un Forum per lo sviluppo femminile in Bangladesh lo spiegano:

"Prima di avere un conto in banca non risparmiavo regolarmente. Portavo a casa lo stipendio per darlo alla famiglia. Ora con ogni paga metto dei soldi sul conto e penso a progetti futuri…".


Soluzioni come questa, tuttavia, si scontrano spesso con il fenomeno della discriminazione contro le donne. L'inclusione finanziaria, infatti, è più elevata nelle economie in cui esiste uguaglianza giuridica tra uomini e donne (Azione 3). In culture dove, invece, il denaro è considerato "dominio" degli uomini, si ritiene che le donne non possano guadagnare o prendere decisioni finanziarie.

Parallelamente occorre agire sul fronte dell'accesso universale all'identificazione (Azione 4). Avere un documento di identità è essenziale per disporre di servizi finanziari e telefonici. Non disporne è per una donna una barriera insormontabile.

Altrettanto cruciale è porre fine al divario di genere nella proprietà del cellulare (Azione 5), percepito in alcuni paesi, come una fonte di "distrazione" dagli impegni familiari. Questo perché i cellulari rappresentano una conveniente porta di accesso ai servizi finanziari, al mondo dei pagamenti (per la ricarica telefonica, il trasporto, ecc.) e ai trasferimenti di denaro. Utilizzare lo smartphone per pagamenti al POS, o tramite app rappresenta un'occasione per le donne di compiere scelte finanziarie (con addebito su carta, credito telefonico, conto corrente).

Sul fronte dei servizi, un ruolo decisivo potrebbe essere svolto dai fornitori di servizi finanziari e telefonici con l'assunzione di più donne come "diffusori" di conoscenza per incoraggiare altre donne a diventare loro clienti (Azione 6).

Un'opportunità flessibile, soprattutto in tempo di pandemia, è anche il commercio elettronico (Azione 9). Con le scuole chiuse e le persone costrette in casa, le donne si sono ritrovate con maggiori responsabilità per l'assistenza all'infanzia. L'e-commerce offre nuovi spazi di espressione, facilità di ingresso alle donne con un'idea imprenditoriale, con nessuna/poca esperienza, con scarse risorse (economiche/gestionali) per aprire un negozio fisico, ma desiderose di veder riconosciuta la propria professionalità conciliando lavoro e famiglia. Le piattaforme di e-commerce sono un primo passo per migliorare i modelli di business e le capacità delle donne nel marketing digitale.

Infine, il rapporto sottolinea l'importanza del monitoraggio delle azioni con indicatori che misurino i progressi compiuti e la necessità di soggetti chiamati a tracciare tali sviluppi, aggiustando in caso il tiro.

In questa direzione si collocano in Italia le indagini sull'alfabetizzazione finanziaria, ma anche iniziative come la collaborazione tra Soroptimist International e la Banca d'Italia, con l'obiettivo di arrivare il più vicino possibile alle donne in condizioni di vulnerabilità. Un progetto del quale è intenzione dell'Istituto monitorare gli effetti nel tempo in termini di efficacia e partecipazione.