Torna la soglia di 1.000€ per l'uso del contante

Da domani, 1 gennaio 2022, ritorna il limite dell'uso del contante a 1.000€. Sì, ritorna, perché in Italia già avevamo avuto un simile tetto, dal 2011 al 2016. Come abbiamo spiegato in una precedente occasione, il limite ai pagamenti in contante è una delle misure che il Governo ha previsto per favorire un utilizzo maggiore dei mezzi di pagamento elettronici. Lo scorso ottobre, uno studio della Banca d'Italia ha mostrato inoltre come l'allentamento dei limiti all'uso del contante deciso nel 2016 avrebbe potuto avere effetti sull'aumento dell'economia sommersa in Italia.

Ma che significa limite all'uso del contante? Sono vietate tutte le operazioni che prevedono trasferimenti di somme di denaro che, complessivamente osservate, superino la soglia di 1.000€. Significa che sono vietati anche i trasferimenti di denaro frazionati artificialmente e in modo fraudolento, il cui totale eccederebbe i 1.000€. I trasferimenti di denaro non includono soltanto i pagamenti tra privati, ma anche le donazioni e i prestiti (anche tra parenti!).

Ci sono delle eccezioni? Per prima cosa non ci sono limiti ai versamenti e ai prelievi sul proprio conto corrente (le Autorità possono comunque verificare eventuali movimenti sospetti); poi sono esenti da limiti i pagamenti per attività di lavoro occasionale, la retribuzione di lavori domestici e i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni.

Cosa si rischia violando la legge? Per prima cosa le sanzioni si applicano sia per chi paga sia per chi riceve il denaro. Fino a 250.000€ è prevista una multa che può variare tra 1.000€ e 50.000€; sopra tale soglia la sanzione è quintuplicata (da 5.000 a 250.000€). Gli intermediari finanziari che omettano di segnalare passaggi di contante sopra la soglia incorrono in sanzioni comprese tra i 3.000€ e i 15.000€.

C'è di più. La legge prevede che sia i professionisti che i negozianti siano obbligati ad accettare le carte di debito (i bancomat) e di credito come forme di pagamento per qualsiasi importo. Le sanzioni per il rifiuto faranno scattare, dal 1 gennaio 2023, una multa proporzionale al valore del prodotto o del servizio acquistato.