#CuraItalia. PMI e finanziamenti

Il decreto Cura Italia - convertito in legge - ha previsto per le Piccole e Medie Imprese (PMI) e le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, le quali autocertifichino che la loro attività di impresa è stata danneggiata dall'emergenza COVID-19 - la possibilità di ottenere dalle banche e dagli altri intermediari finanziari, nuovi finanziamenti fino a un massimo di 25.000 euro garantiti dal Fondo per le PMI - Fondo Centrale di Garanzia - con copertura al 100%.

Sono escluse dalla garanzia le imprese classificate "a sofferenza"; sono invece ammesse, oltre che quelle in bonis,  quelle classificate dalla banca come 'inadempienze probabili' o 'scadute o sconfinanti deteriorate', purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020.

Suggeriamo di effettuare gratuitamente un accesso alla propria posizione in Centrale Rischi della Banca d'Italia. Ne abbiamo parlato qui.

Il nuovo prestito:

  • potrà essere di importo non superiore al 25% dei ricavi dell'impresa (che risultano dall'ultimo bilancio depositato, dall'ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della richiesta di garanzia o, se l'impresa è stata costituita dopo il 1 gennaio 2019, da altra idonea documentazione o da apposita autocertificazione).
  • prevede l'inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi dall'erogazione
  • può avere una durata massima di 6 anni.

Il tasso di interesse applicato dalla banca tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell'operazione.

La modulistica da compilare e consegnare alla banca è disponibile sul sito del Mise. Il Fondo di garanza ha messo a disposizione un team di esperti che si può contattare per informazioni.

Il rilascio delle garanzie da parte del Fondo è automatico (cioè senza istruttoria/valutazione da parte del Fondo) e gratuito e la banca può quindi erogare il finanziamento dopo la verifica formale del possesso dei requisiti, anche senza dover attendere l'esito dell'istruttoria del Fondo.

Resta tuttavia ferma la possibilità per la banca stessa, ai fini del completamento della sua istruttoria, di richiedere la documentazione ritenuta più opportuna. Le banche sono tenute infatti a svolgere una valutazione del merito creditizio dei soggetti richiedenti, nel senso che tale attività da parte loro non è stata espressamente esclusa dai Decreti Leggi finora adottati.