Piccolo viaggio nell'economia comportamentale in quattro tappe. Prima tappa - Nobel e nudge (spinta gentile)

È estate, e vorremmo proporvi un piccolo viaggio da fare assieme, nel mondo dell'economia comportamentale.

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa nell'ultima tappa nel nostro decalogo dell'educazione finanziaria in cui abbiamo anche ricordato la collana video tematica.

Come promesso, torniamo a occuparcene per aggiungere alcune curiosità e proporvi un piccolo ripasso di quelli che gli addetti ai lavori chiamano "bias", pregiudizi e tendenze ricorrenti nei processi decisionali che possono indurre in errore quando si prendono decisioni, specie in campo economico.

Li abbiamo definiti "trappole comportamentali", ovvero quelle situazioni in cui ci affidiamo, anche contro la nostra volontà, all'istinto e alle emozioni più che alla ragione. Per esempio: la tendenza a ricorrere a scorciatoie mentali per pigrizia o difficoltà a elaborare tante informazioni, magari complesse, oppure ad accettare l'autorità altrui senza fare troppe domande (deferenza diretta) oppure l'inclinazione a prendere decisioni simili a quelle assunte da familiari o dalla maggior parte delle persone senza una vera analisi delle esigenze personali (effetto gregge). E ancora, tra i "classici" annoveriamo: l'avversione per le perdite, la tendenza a vivere il presente senza pensare al futuro o a procrastinare, l'eccesso di fiducia nelle proprie capacità e conoscenze.

Ma cominciamo da una curiosità. Clicca qui