L'euro digitale sempre più reale, ma come sarà?

Come abbiamo raccontato sul nostro Portale, a gennaio si è conclusa la consultazione pubblica sul progetto dell'euro digitale. In primavera la BCE presenterà una sintesi delle risposte ricevute dal pubblico, così che in estate sarà pronta l'analisi esplorativa per il consiglio direttivo della BCE, che dovrà decidere se proseguire l'iniziativa. In caso di risposta positiva si avvierà il lavoro per individuare le soluzioni tecniche e per passare alla fase realizzativa dell'euro digitale. Per l'introduzione effettiva dell'innovazione si stima che saranno necessari circa 5 anni.

L'euro digitale sarà un mezzo di pagamento, non una forma di investimento delle famiglie. Per raggiungere questo obiettivo possono essere usati strumenti diversi. La prima possibilità è limitare l'ammontare di euro digitali che un individuo può detenere: ciò consentirebbe di evitare grandi spostamenti di depositi bancari verso la banca centrale. Un'altra opzione potrebbe essere l'applicazione di una remunerazione penalizzante - ad esempio un tasso d'interesse negativo - per consistenze di euro digitali che superano una certa soglia, il cui limite potrebbe essere per esempio di 3.000 euro. È un livello superiore sia alla detenzione di contante da parte dei cittadini europei sia del salario medio mensile nella gran parte dei paesi dell'area.

Le banche centrali non hanno una rete di sportelli in grado di gestire le richieste di euro digitali. Le banche potrebbero così avere un ruolo di distributori, come avviene per i contanti, che si possono ritirare attraverso i distributori automatici (in inglese ATM - Automated Teller Machine). In futuro, entrando in uno sportello o nel sito Internet di una banca forse avremo due possibilità: aprire un conto corrente presso la stessa banca o chiedere alla banca di aprire un conto in euro digitali emessi dalla banca centrale.

Continueremo a informarvi sugli sviluppi di questa importante innovazione.