I costi del Conto Corrente

Il tuo conto corrente è conveniente?

Per rispondere a questa domanda proviamo a leggere insieme un documento che viene pubblicato ogni anno dalla Banca d'Italia, L'indagine sul costo dei conti correnti. I dati di questa indagine infatti offrono un ottimo termine di paragone per i costi che paghiamo sul nostro conto che possiamo trovare riassunti nel "Riepilogo delle spese", un documento che la nostra banca ci deve inviare almeno una volta all'anno.

Nel 2022 il costo medio di un conto corrente "tradizionale" in Italia è stato pari a circa 104 euro, in aumento rispetto all'anno precedente. Si tratta del settimo aumento consecutivo della spesa. Questa media nasconde però grandi differenze tra diverse tipologie di conti, che possono costare da poco più di una decina di euro l'anno fino a più di 190 euro!

Cosa spiega queste enormi differenze nel costo di un conto corrente?

Le spese del conto corrente si dividono in:

  • fisse, che vanno pagate anche se il conto, o i servizi per cui paghiamo, non vengono mai utilizzati;
  • variabili, che dipendono dal numero operazioni e dai canali di utilizzo.

Le spese fisse dipendono soprattutto dal numero di operazioni incluse e dalla varietà dei servizi collegati al conto, ad esempio la disponibilità di carte di pagamento, la possibilità di includere la gestione di un portafoglio titoli, la ricezione delle comunicazioni, come l'estratto conto, in forma cartacea.

Tali spese rappresentano circa i due terzi del totale dei costi annui di un conto corrente (66,9 euro, secondo l'ultima indagine della Banca d'Italia).

Consiglio n. 1

Visto che le spese fisse possono essere molto rilevanti, è importante scegliere un conto che includa nel canone fisso i servizi e il numero di operazioni di cui pensiamo di avere effettivamente bisogno.

Le spese variabili dipendono anche dal numero di operazioni che effettuiamo, ad esempio i prelievi dal bancomat o allo sportello o i bonifici; in media rappresentano poco meno di un terzo del totale dei costi (31,1 euro l'anno).

Consiglio n. 2

Quando scegliamo il nostro conto corrente è importante avere un'idea del numero di operazioni che pensiamo di effettuare. Spesso, infatti, le banche offrono conti correnti che non prevedono spese variabili fino a una certa soglia di operatività compresa nel costo fisso (i cosiddetti "conti a pacchetto"). Superata questa soglia, tuttavia, le spese di ogni operazione possono essere piuttosto elevate.

Un altro aspetto che può incidere moltissimo sulle spese del conto corrente è la modalità di utilizzo, tradizionale oppure online: se infatti il costo medio di un conto corrente tradizionale è di circa 104 euro, un conto corrente online costa - mediamente - poco più di 33 euro! L'indagine della Banca d'Italia indica che per i conti online sono più bassi sia i costi fissi (di gestione) sia quelli di molte operazioni. Tuttavia, nel caso in cui si avesse la necessità di completare un'operazione allo sportello, ci si troverebbe a pagare molto più di quanto si pagherebbe per la stessa operazione attraverso un conto corrente tradizionale (senza considerare che alcuni conti online hanno un numero ridotto di sportelli a cui rivolgersi, magari lontano da dove abitiamo).

Consiglio n. 3

Un conto online può offrire grandi risparmi ma non è per tutti. Bisogna entrare nell'idea di dover fare tutto da soli tramite l'home banking, altrimenti il risparmio atteso potrebbe non essere quello effettivo.

E tu, che correntista tipo sei?

Uno strumento ancora più utile per capire se stai pagando troppo il tuo conto corrente è l'Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) con cui le banche comunicano ai propri clienti il costo indicativo per sette diversi profili di utilizzo. I profili corrispondono a sei "conti a pacchetto", cioè con un canone fisso che comprende alcune tipologie di servizi e un numero di operazioni gratis (i giovani, le famiglie con operatività bassa, media o elevata, pensionati con operatività bassa o media) e a un "conto a consumo", adatto a persone che effettuano poche operazioni. Per ogni profilo è stato stimato il tipo e il numero di operazioni effettuate nel corso dell'anno. Come vedi dalla figura qui sotto le banche offrono spesso condizioni piuttosto vantaggiose ai clienti più giovani.

spesa gestione cc - 2022

Consiglio n. 4

Se nel Riepilogo delle spese che la banca ti ha inviato, di solito all'inizio dell'anno, trovi costi molto più alti di quelli medi riportati nell'indagine della Banca d'Italia e, soprattutto, se i tuoi costi sono più elevati del profilo ICC nel quale ti collochi, allora potresti avere l'opportunità di risparmiare un po' valutando le offerte di altri intermediari.

E ricorda: cambiare conto è gratuito ed è più semplice di quello che pensi!

I risparmiatori hanno diritto alla portabilità del conto: possono trasferire in qualunque momento i servizi di pagamento e i fondi da un conto a un altro.

Il trasferimento di utenze, addebiti e accrediti automatici prenderà non più di 12 giorni lavorativi; in caso di ritardi puoi presentare un esposto o chiedere aiuto all'Arbitro Bancario e Finanziario (ABF).

La portabilità, oltre a essere un tuo diritto, è anche completamente gratuita.

Se invece desideri utilizzare il conto corrente soltanto per semplici operazioni come bonifici e addebiti, l'accredito dello stipendio o della pensione e non hai necessità di aperture di credito, puoi ricorrere al conto di base, che deve essere offerto da tutti gli intermediari a chi non ha già un conto. La legge stabilisce il canone annuo e il numero di operazioni e servizi inclusi. Il conto di base è gratuito per i consumatori il cui ISEE inferiore a 11.600 euro e agli aventi diritto a trattamenti pensionistici di importo lordo annuo inferiore a 18.000 euro.

Hai trovato utile questo contenuto?