Conto di base: la Banca d'Italia chiede alle banche di eliminare gli ostacoli alla sua diffusione
Non tutti i consumatori sanno di avere diritto al conto di base, se ne ricorrono le condizioni. Si tratta di un tipo di conto corrente (o conto di pagamento) che generalmente costa meno di un conto tradizionale, è gratuito per le persone con reddito basso e può essere particolarmente utile quando si hanno esigenze di gestione del denaro semplici come quelle legate a pagamenti e prelievi per le attività correnti.
La Banca d'Italia ha pubblicato sul proprio sito una comunicazione sul conto di base (tecnicamente si parla di Orientamenti di Vigilanza) nella quale chiede alle banche e agli altri intermediari di rimuovere gli ostacoli all'offerta del conto di base ai consumatori che ne hanno diritto, senza discriminazioni legate alla situazione economica, alla provenienza o alla tipologia di documento presentato per l'apertura del conto.
Che cosa sono gli Orientamenti di Vigilanza?
Si tratta di indicazioni della Banca d'Italia su questioni connesse all'applicazione di disposizioni di rilievo per l'attività di vigilanza. Pur non avendo valore regolamentare, illustrano pubblicamente le aspettative di vigilanza riguardo ai comportamenti e alle prassi che l'Autorità considera conformi alle norme e che pertanto i soggetti vigilati sono chiamati ad adottare
Il conto di base è ancora poco diffuso nel nostro Paese se si pensa che, a fronte di oltre sette milioni di residenti che potrebbero potenzialmente ottenerlo gratuitamente, i conti di base attivi a fine 2025 in Italia erano circa 180 mila. Per questo la Banca d'Italia ha deciso di chiedere agli intermediari di promuoverne la diffusione nel rispetto della legge e dello spirito di inclusione finanziaria che caratterizza il prodotto.
Il conto di base in breve
I consumatori che soggiornano legalmente in Italia o in un altro Stato dell'Unione europea, comprese le persone senza fissa dimora e i richiedenti asilo, hanno diritto all'apertura del conto di base, purché non siano già titolari di un conto di pagamento e sempre che non ci siano impedimenti per la legislazione antiriciclaggio e antiterrorismo. Il conto di base è pensato per chi ha esigenze semplici di gestione del denaro ed è stato introdotto per rendere i servizi bancari essenziali accessibili a tutti. È quindi un importante strumento di inclusione finanziaria e sociale.
Il conto di base offre i servizi fondamentali del conto corrente: consente, ad esempio, di fare e ricevere bonifici, accreditare lo stipendio o la pensione e ottenere una carta di debito, il "bancomat", con cui fare pagamenti e prelevare agli sportelli automatici. Non consente, invece, di ottenere un fido, un libretto degli assegni o di andare "in rosso".
Il conto di base ha un costo ridotto rispetto agli altri conti di pagamento: offre un numero prestabilito di operazioni in cambio di un canone annuo, oppure gratuitamente per i pensionati con reddito lordo inferiore a 18.000 euro o persone con un ISEE inferiore a 11.600 euro (in quest'ultimo caso, non si paga nemmeno l'imposta di bollo di 34,20 euro).
Oltre questo limite, ogni operazione in più può avere un costo, a seconda delle condizioni offerte dalla banca.
Cosa si aspetta la Banca d'Italia da banche, Poste Italiane e dagli altri prestatori di servizi di pagamento (PSP)?
La Banca d'Italia si aspetta che gli intermediari mettano in atto alcuni comportamenti nell'interesse del cliente e, in particolare, dovranno:
- dare espressamente pubblicità al prodotto, inserendolo, ad esempio, all'interno del catalogo dei prodotti offerti, descrivendone le caratteristiche e le differenze rispetto ad altri prodotti;
- offrire tutti i servizi essenziali ad esso collegati, evitando quindi versioni "depotenziate" del conto di base;
- offrirlo anche a persone non residenti ma legalmente soggiornanti in tutta l'Unione Europea, comprese le persone senza fissa dimora, in attesa di permesso di soggiorno o i richiedenti asilo;
- prestare particolare attenzione alla clientela più vulnerabile, alla quale dovrebbero esplicitamente proporlo come alternativa al posto di prodotti più complessi o costosi;
- valutare di proporre il passaggio senza costi al conto di base per i clienti già in possesso di un conto di pagamento che hanno diritto al conto di base gratuito.
Nei casi eccezionali in cui l'apertura del conto di base può essere rifiutata - cioè per motivi legati all'antiriciclaggio e al contrasto al finanziamento del terrorismo - la valutazione deve essere svolta caso per caso, tenendo conto della situazione concreta del singolo cliente. Gli intermediari non possono quindi negare automaticamente l'apertura del conto di base solo perché una persona appartiene a una categoria generalmente considerata più esposta al rischio.
Entro quando gli intermediari dovranno adeguarsi alle indicazioni della Banca d'Italia?
Entro il 30 novembre 2026, gli intermediari dovranno verificare al loro interno che tutto funzioni correttamente, dalle procedure interne al rapporto con i clienti, e rimuovere gli ostacoli che possono ancora rendere difficile aprire un conto di base. Dovranno inoltre preparare un documento che riassuma i risultati delle verifiche, gli eventuali problemi riscontrati e le soluzioni adottate.
Se al 30 novembre ci saranno ancora carenze, dovranno essere comunicate alla Banca d'Italia insieme a un piano di interventi correttivi.
Il testo integrale degli Orientamenti di Vigilanza è disponibile qui.