Parità di genere, cultura finanziaria, lavoro. Una relazione circolare

Categoria: Donne
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 06/03/2026

Secondo l'OCSE (l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), in Italia la popolazione in età lavorativa calerà di un terzo nei prossimi 35 anni, con ripercussioni sulla ricchezza prodotta dal nostro paese. È un problema complesso che l'Italia condivide con diversi altri paesi industrializzati, occidentali e no, e con cui i governi interessati devono confrontarsi in una prospettiva di lungo periodo. Come risolverlo?

Lavoro femminile, natalità e parità di genere

Gli interventi che possono contribuire a risolvere il problema riguardano diversi aspetti. Uno di questi è favorire l'aumento delle lavoratrici, come sottolinea anche l'OCSE. L'indipendenza economica femminile è non solo un valore da difendere - perché si collega ad autonomia e libertà - ma anche una risorsa per l'economia nel suo complesso.

Un altro intervento importante consiste nel favorire la natalità. Come conciliare una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro con la possibilità che ci siano più nascite? Secondo il premio Nobel per l'economia Claudia Goldin, è essenziale che gli uomini facciano la loro parte. Lo sostiene nel suo articolo The Downside of Fertility, dove "downside" traduce non solo la "diminuzione", bensì anche il "lato negativo" della natalità.

Secondo Goldin, se negli ultimi 50 anni il principale fattore del declino della natalità è stato il miglioramento della capacità di autodeterminazione delle donne - la capacità di fare scelte più autonome, collegata all'aumento del livello di istruzione, di occupazione e di diritti riproduttivi - l'effettiva diminuzione dei tassi di natalità è dovuta anche a un elemento correlato:

"Questo elemento è la rassicurazione per le donne che crescere figli non impedisca loro di godere dei benefici a livello finanziario e personale della propria istruzione. […] Il vero lato negativo, il vero ostacolo [alla natalità] è la necessità che mariti e padri dimostrino in modo credibile il proprio impegno e la propria affidabilità."

Cosa comporta questo? Se gli uomini non rispettano il diritto delle donne all'autodeterminazione (anche in termini lavorativi ed economici) e non condividono i carichi di cura (di figli, dei genitori anziani, della casa), sorgeranno problemi che possono far calare molto il tasso di natalità.

Al contrario:

"Un aumento della capacità delle donne di autodeterminarsi accompagnata da sufficienti garanzie di ottenere supporto dovrebbe risultare in un aumento dei tassi di natalità, della produttività femminile nel mercato del lavoro, e in rapporti famigliari più paritari, e di conseguenza più felici."

L'importanza della cultura finanziaria

C'è poi un'altra considerazione importante: una componente fondamentale della capacità delle donne di autodeterminarsi ed emanciparsi è la loro cultura finanziaria. Le indagini Banca d'Italia sul livello di cultura finanziaria della popolazione adulta indicano il persistere di un divario di genere a sfavore delle donne che si riduce sensibilmente per le donne che lavorano.

Anche quando dispongono di competenze adeguate, le donne tendono a sottovalutarle: circa un terzo delle italiane ritiene di saperne meno della media della popolazione anche quando il punteggio realizzato rispondendo ai quesiti proposti è più alto.

Un'adeguata cultura finanziaria può essere uno stimolo importante per rendersi economicamente indipendenti, ad esempio decidendo di avviare una propria attività commerciale, e permette alle madri di essere un modello positivo in famiglia.

Per questo motivo, da anni ci impegniamo nella diffusione dell'educazione finanziaria sia con il nostro corso online "Le donne contano" che con le nostre iniziative di sensibilizzazione, anche sul tema della violenza economica.

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