Truffe: attenzione ai deepfake

Categoria: Truffe
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 22/10/2026

Sui social e altrove online possiamo incappare in foto, audio e video di persone reali che paiono autentici ma non lo sono. Questi falsi, creati con l'intelligenza artificiale (IA), vengono chiamati deepfake (pronunciato dipfèik). La loro capacità d'ingannare l'occhio e l'orecchio non è sfuggita ai truffatori, che quindi li hanno inseriti nel loro armamentario. Vediamo come proteggerci.

Cosa sono i deepfake

Un deepfake è un'immagine, un audio o un video manipolato o generato con l'IA che riproduce persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti con tale somiglianza da apparire autentico. Il termine combina le parole inglesi per “falso” (fake) e “apprendimento profondo” (deep learning), una tecnologia alla base dell'IA più avanzata.

I deepfake vengono prodotti con tecniche di IA generativa. Li si crea partendo da materiale vero: immagini, audio o video reali vengono manipolati, oppure usati per generarne altri. Gli strumenti per produrre questi falsi sono economici e facili da usare, oggi, quindi l'operazione è alla portata di tutti. Anche dei truffatori.

Come sono usati nelle truffe

I truffatori creano deepfake per rendere i loro raggiri più convincenti. Ad esempio:

  • quando si fingono la nostra banca per chiederci le credenziali del conto online, con l'IA generano la voce di un falso operatore, e anche il suo volto se ci fanno una videochiamata;
  • nella truffa del falso investimento, diffondono video in cui persone note, come un ministro o un calciatore, sembrano promuovere investimenti o piattaforme per investire che assicurano facili guadagni;
  • nella truffa dell'emergenza familiare, riproducono la voce di un nostro caro, ad esempio una figlia o un nipote, per chiederci soldi con cui risolvere una falsa emergenza. Basta qualche secondo di audio della voce originale, magari tratta da un video condiviso sui social;
  • nella truffa sentimentale sugli investimenti, creano l'immagine e la voce della "persona" con cui cercano di conquistare la nostra fiducia;
  • nella truffa del capo, diretta alle aziende, inviano richieste di denaro con la voce di un superiore della vittima.

Commettere un reato usando l'IA può rendere il fatto più grave e portare a una pena maggiore, ad esempio quando l'intelligenza artificiale rende l'inganno particolarmente difficile da riconoscere.

Esiste inoltre uno specifico reato per la diffusione di deepfake dannosi: diffondere senza consenso immagini, video o voci manipolati con l'IA, capaci di sembrare autentici e di provocare un danno ingiusto alla persona rappresentata, può comportare la reclusione da uno a cinque anni.

Come difenderci

Dunque, in alcuni casi non possiamo fidarci né dei nostri occhi né delle nostre orecchie, che si tratti di un messaggio vocale o un video online. Come evitiamo la trappola, quindi?

  • Fermiamoci a riflettere. Non facciamo subito ciò che ci viene richiesto, ad esempio comunicare le credenziali del conto o dati personali, inviare denaro o scaricare un'app.
  • Facciamo attenzione alle anomalie. Possiamo riconoscere un deepfake da dettagli come anomalie nelle mani e nelle ombre, difetti nella sincronizzazione delle labbra con la voce, e aspetti anomali della voce come la monotonia o l'assenza di respiri e piccole esitazioni.
  • Verifichiamo. Controlliamo se ciò che abbiamo visto o sentito è vero attraverso fonti affidabili.

Le autorità raccomandano anche di fare attenzione a ciò che pubblichiamo sui social, perché può essere usato come materiale dai truffatori. Inoltre, non condividiamo sospetti deepfake, per non esporre altri alla minaccia.

Se veniamo truffati

Un truffatore è riuscito a sottrarti denaro? Ad esempio, ha pagato con la tua carta o ha fatto un bonifico dal tuo conto online? Non è ancora tutto perduto, perché puoi segnalare l'accaduto alla tua banca per disconoscere le operazioni e chiedere il rimborso.

Denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine non è indispensabile per ottenere il rimborso, ma se lo fai puoi aiutare a combattere le truffe.

Attenzione però: hai diritto al rimborso solo se hai agito in modo diligente, cioè hai adottato i comportamenti che ti proteggono dalle truffe. Non ne hai generalmente diritto, ad esempio, se il truffatore ti ha chiesto al telefono i dati per accedere al tuo conto online e tu glieli hai dati, oppure se qualcuno ti ruba il portafoglio che contiene la carta di credito e il suo PIN.

Per saperne di più su come proteggerti dalle truffe, leggi la nostra scheda.

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