Bitcoin sulle montagne russe

Nelle prime settimane del 2021 Bitcoin ha registrato quotazioni record, arrivando a superare i 40.000 dollari.

Grandi salti del suo prezzo, anche nell'arco della stessa giornata, non sono una novità. Ad esempio, nel 2013 la quotazione aveva superato i 1.000 dollari, per poi più che dimezzarsi nel 2014 e scendere sotto i 300 dollari nel 2015.

Con la successiva ripresa del 2017, Bitcoin aveva raggiunto la quotazione record di quasi 19.000 dollari alla fine dell'anno. Nei mesi successivi è crollato, fino a scendere intorno ai 3.000 dollari nel 2018.

Nel 2020, a partire dall'esplosione della pandemia, è iniziata una nuova fase di forti rialzi. A novembre il prezzo ha superato il vecchio record di 19.000 dollari del 2017. Il recupero è stato dunque conseguito nell'arco di tre anni.

La bolla del prezzo, proseguita nel 2021, è legata all'aspettativa che la crescita del valore di Bitcoin andrà avanti: ma, come mostrato dagli andamenti prima riassunti, non c'è nessuna certezza che l'aumento del prezzo proseguirà nel tempo.

Nel 2015 e nel 2018 la Banca d'Italia ha avvertito i risparmiatori dei rischi legati agli investimenti in valute virtuali (o cripto-attività), tra le quali rientra Bitcoin. Bitcoin è una riserva di valore molto volatile e molto rischiosa, soprattutto per il piccolo risparmiatore.

Ribadiamo che i risparmiatori non devono convertire in Bitcoin, e altre cripto-attività, più denaro di quanto possano permettersi di perdere.

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