Chi possiede le criptoattività?
Alcune criptoattività sono nate, o sono state presentate, anche come strumenti capaci di rendere i pagamenti più semplici, rapidi e meno dipendenti dai circuiti tradizionali. Nella pratica, però, vengono utilizzate soprattutto come attività di investimento e solo raramente per acquistare beni e servizi.
Uno studio pubblicato dalla Banca centrale europea ha cercato di capire se il limitato utilizzo delle criptoattività nei pagamenti sia associato anche alle differenti caratteristiche e preferenze delle persone che le possiedono e di quelle che dichiarano di utilizzarle anche per pagare. Ne è derivato un ritratto di chi possiede criptoattività.
Chi possiede criptoattività
Secondo lo studio, chi possiede criptoattività ha più spesso un profilo da investitore: è mediamente più giovane di chi non le possiede, finanziariamente attivo, più sicuro nell'uso degli strumenti digitali e più propenso a possedere anche altri strumenti finanziari.
Il possesso di criptoattività risulta inoltre più frequente tra le persone che attribuiscono importanza alla rapidità dei pagamenti con carta e alla riservatezza associata al contante. Anche la tendenza a conservare del denaro contante come riserva di valore è associata a una maggiore probabilità di possedere criptoattività.
Nel complesso, queste caratteristiche suggeriscono che le criptoattività siano detenute prevalentemente come attività di investimento, talvolta con finalità speculative, più che per essere utilizzate negli acquisti quotidiani.
Chi dichiara di usarle per pagare
Il gruppo di persone che dichiara di utilizzare le criptoattività anche per effettuare pagamenti è molto più ristretto e presenta caratteristiche in parte differenti.
Questi utenti sembrano attribuire particolare importanza ad alcune proprietà del contante, come la riservatezza delle transazioni e la semplicità d'uso. Secondo l'interpretazione proposta dallo studio, essi cercherebbero quindi di ritrovare in uno strumento digitale alcune caratteristiche tipiche del denaro contante.
La differenza tra i due gruppi contribuisce a spiegare perché il numero delle persone che possiedono criptoattività sia molto più elevato rispetto a quello di chi le utilizza per pagare. Il divario non sarebbe quindi collegato soltanto alla loro limitata accettazione da parte degli esercenti, ma anche alle differenti preferenze di chi le acquista come attività finanziaria e di chi intende utilizzarle come strumento di pagamento.
Attenzione: le criptoattività non sono moneta legale
Il fatto che alcune persone apprezzino nelle criptoattività caratteristiche associate al contante non significa che i due strumenti siano equivalenti.
Le criptoattività hanno caratteristiche e livelli di rischio anche molto diversi tra loro, ma condividono un elemento fondamentale: a differenza delle banconote e delle monete in euro, non sono moneta legale.
Anche le stablecoin, progettate per mantenere un valore più stabile e per affiancarsi alla moneta nei pagamenti, non sono sempre in grado di svolgere pienamente e stabilmente tutte le funzioni fondamentali della moneta: essere un mezzo di pagamento, una riserva di valore e un'unità di conto