Cosa succede se uno dei titolari di un conto cointestato muore?

Categoria: Conto corrente
Tempo di lettura 4 minuti
Pubblicato il 13/04/2026

Quando uno dei cointestatari di un conto corrente muore, si presume che le somme depositate siano di proprietà in parti uguali di tutti i cointestatari del conto. Di solito, il cointestatario superstite può ancora fare operazioni sul conto, ad esempio bonifici e altri pagamenti.

Ma vediamo i dettagli.

Cosa possono fare i cointestatari di un conto?

Quando apri un conto corrente devi depositare in banca la tua firma. Servirà per verificare se le operazioni, in particolare quelle di pagamento, sono state effettivamente disposte da te.

Se il conto corrente è intestato ad altre persone oltre a te (conto cointestato), come accade ad esempio tra marito e moglie, genitore e figlio o fratelli, ognuna deve depositare la sua firma. In questo modo, due o più persone possono effettuare le operazioni connesse alla gestione dello stesso conto.

Il conto corrente cointestato può essere:

  • a firma disgiunta, quando ognuno degli intestatari può fare operazioni sul conto in autonomia;
  • a firma congiunta, quando servono le firme di tutti gli intestatari del conto per fare operazioni.

Si può anche scegliere quali specifiche operazioni devono essere autorizzate da tutte le persone intestatarie del conto, cioè richiedono la firma congiunta, e quali operazioni possono essere autorizzate in autonomia dai singoli intestatari, cioè richiedono la firma disgiunta.

È possibile modificare il tipo di autorizzazione da firma congiunta a firma disgiunta (o viceversa) semplicemente comunicandolo alla banca.

Cosa succede se uno dei titolari viene a mancare?

Nel caso in cui un titolare viene a mancare, si presume che le somme siano possedute dai cointestatari in parti uguali (ad esempio, se ci sono due titolari, ognuno ha il 50 per cento), a meno che non siano stati formalizzati accordi diversi o prove contrarie. Ad esempio, se in un conto ci sono 10.000 euro e il conto è intestato a madre e figlio, 5.000 euro sono considerati di proprietà della madre, 5.000 euro di proprietà del figlio.

La parte del denaro depositato sul conto che apparteneva alla persona deceduta diventa parte dell'eredità, dunque passa agli eredi (figli, coniuge, altri familiari).

Per avere accesso a quei soldi gli eredi devono portare alla banca alcuni documenti, come:

  • il certificato di morte;
  • i documenti che dimostrano chi sono gli eredi;
  • la dichiarazione di successione (quando è necessaria).

Gli eredi possono poi decidere cosa fare della quota che spetta loro:

  • possono subentrare nel conto (cioè diventare nuovi cointestatari), se la banca lo permette;
  • possono chiudere il conto corrente e dividere le somme tra tutti gli aventi diritto.

In attesa che tutte queste pratiche vengano sbrigate, che succede al conto? Il cointestatario superstite può fare operazioni?

Se il conto è a firma disgiunta, il cointestatario superstite può continuare a usare il conto anche dopo il decesso dell'altro, ma solo per la sua parte. Alla morte di uno dei cointestatari, il conto non viene necessariamente bloccato dalla banca.

Nel caso di firme disgiunte bisogna prestare attenzione al fatto che, dal punto di vista legale, i cointestatari sono considerati creditori solidali del conto. Questo significa che la banca li considera come una sola “entità di credito”, cioè come un solo proprietario, anche se sono più persone. Di conseguenza, ciascun cointestatario può disporre dell’intero saldo, anche in caso di morte di un cointestatario, ad esempio facendo un pagamento per l’intero ammontare delle somme depositate, senza che l’altro cointestatario lo sappia nel momento in cui l’operazione viene effettuata. Il fatto che la banca permette questo tipo di operazioni non significa però che esse possono costituire un illecito nei rapporti tra le parti.

Se il conto è a firma congiunta, la banca spesso blocca l'intero conto dopo il decesso, perché non può più ottenere la firma di tutti per le operazioni. 

Autorizzare persone a operare sul conto con la delega

Sai che un metodo alternativo alla cointestazione e in alcuni casi più comodo è quello di usare la delega? Si tratta di una soluzione utile per esempio per coloro che non possono recarsi in banca, perché magari impossibilitati fisicamente o con orari non compatibili con quelli di uno sportello bancario.

La delega permette al titolare di un conto di autorizzare una terza persona ad operare con il proprio conto corrente, senza doverlo cointestare, conferendo poteri più o meno ampi (nel primo caso alcuni istituti la identificano come procura).

Il titolare del conto può anche decidere di limitare la delega esclusivamente ad alcuni tipi di operazioni, per esempio solo quelle di versamento (pensiamo a un addetto di un'azienda che si reca in banca per versare l'incasso della società).

La delega può essere revocata in qualsiasi momento tramite una semplice comunicazione alla banca. Il delegato non ha mai facoltà di chiudere il conto corrente.

Nel caso di delega, il delegato:

  • non è intestatario del conto;
  • agisce per conto dell'intestatario;
  • non è proprietario delle somme presenti nel conto.

Alla morte dell'intestatario del conto, la delega si estingue automaticamente. Questo vuol dire che il delegato non può più operare sul conto, il conto viene bloccato e le somme presenti seguono la successione. 

Che differenza c’è tra cointestazione e delega

La principale differenza tra la cointestazione e la delega risiede nella responsabilità: nel caso di un conto cointestato la responsabilità, ad esempio in caso di eventuali scoperti di conto, è divisa equamente tra tutti gli intestatari, mentre nel caso della delega il responsabile è esclusivamente l'intestatario del conto. Al contempo, gli eventuali problemi finanziari del delegato non hanno ripercussioni sull'intestatario del conto.

Inoltre, nella delega la proprietà delle somme presenti nel conto corrente è sempre e solo dell'intestatario e mai del delegato, mentre nel conto cointestato la proprietà è suddivisa in parti uguali tra tutti i cointestatari.

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