Ma davvero Buen Camino è il film con più incassi di sempre?

Categoria: Inflazione
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 25/02/2026

Al 22 febbraio Buen Camino, l'ultimo film di Checco Zalone (alias Luca Medici) e Gennaro Nunziante, ha totalizzato un incasso di 76,3 milioni di euro. È stato scritto che si tratta del film con il maggior incasso nella storia del cinema in Italia.

Questa affermazione è vera se consideriamo semplicemente gli incassi nominali, cioè le cifre così come sono state registrate. Ma un euro di oggi non equivale a un euro di dieci o quindici anni fa. A causa dell'inflazione, con un euro oggi compriamo meno beni rispetto al passato: il suo valore reale è diminuito.

È quindi fuorviante confrontare gli incassi nominali del film Avatar del 2010 - da anni considerato uno dei film con maggiore incasso nominale nella storia del box office italiano - con l'incasso attuale dell'ultimo film di Checco Zalone senza tener conto dell'inflazione e quindi del potere reale di acquisto delle somme che confrontiamo.

Infatti, se facciamo una piccola ricerca, già sulla pagina Wikipedia dei film italiani con maggior incasso notiamo come, tra le altre cose, ci sia un piccolo ma fondamentale inciso: "…questa classifica non tiene conto del tasso d'inflazione…".

E qui casca l'incasso. Qual è la classifica vera?

Facciamo due conti semplici e veloci.

Il podio reale

L'incasso di Avatar è stato di circa 70 milioni di euro. Per riportare all'equivalente odierno questa cifra possiamo rivalutarla sulla base della crescita dell'indice dei prezzi al consumo, cioè l'inflazione, dal 2010, anno di uscita del film in Italia, fino all'ultimo dato disponibile. Espresso in euro del 2026, il valore degli incassi di Avatar è circa 89 milioni di euro. A questo punto la classifica inizia a cambiare: Avatar supera Buen Camino per collocarsi con un buon margine al primo posto!

Con lo stesso esercizio di rivalutazione i poco più di 65 milioni del terzo classificato, Quo Vado, uscito nelle sale nel 2016, corrispondono a circa 80 milioni di euro odierni. Un balzo che porta Quo Vado al secondo posto e che ci permette di dire che, almeno finora, il film che ha incassato di più di Checco Zalone non è Buen Camino!

Utilizzando valori corretti per fare la classifica ed evitare di confrontare le mele, una cifra di tanti anni fa, con le pere, una cifra attuale - nel nostro caso tutti valori rivalutati al 2025 per tenere conto dell'inflazione - la classifica dei primi tre film risulta quindi completamente stravolta.

Applichiamo questo ragionamento ai nostri risparmi

Anche quando pensiamo ai nostri risparmi dobbiamo evitare di confrontare mele e pere. Se, ad esempio, i nostri risparmi dopo dieci anni sono rimasti gli stessi che avevamo all'inizio del periodo, non possiamo pensare di aver tenuto i nostri soldi al sicuro. Come per gli incassi, gli euro di dieci anni prima valgono molto di più di quelli attuali e, in realtà, l'unica certezza è che dopo dieci anni il valore dei nostri risparmi è diminuito a causa dell'inflazione.

Pensiamo a una famiglia italiana che ha lasciato una certa somma su un conto corrente infruttifero. Oggi, con quella stessa cifra, potrebbe comprare circa un quarto in meno di beni rispetto a quindici anni fa. In quindici anni la famiglia ha perso un quarto dei propri risparmi.

Per chi volesse approfondire o fare simulazioni simili, l'ISTAT mette a disposizione Rivaluta, uno strumento che consente di rivalutare importi monetari nel tempo utilizzando l'indice dei prezzi al consumo. È un modo semplice e trasparente per capire quanto valgono oggi somme di denaro di anni fa.

Conclusioni

Capirci un po' di economia e finanza è utile non solo nella nostra quotidianità, per una gestione avveduta e conveniente del nostro denaro, ma anche per leggere con spirito critico l'attualità e i convincimenti più diffusi, come quelli sui confronti degli incassi dei film nel tempo!

L'inflazione contenuta non è di per sé un male: se bassa e stabile, può contribuire a creare un contesto macroeconomico favorevole alla crescita. Tuttavia, anche quando è contenuta, su un orizzonte temporale molto lungo può ridurre in modo significativo la quantità di beni che possiamo comprare con la stessa banconota.

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