Pagamenti istantanei: quando l'alta velocità aiuta a ridurre anche i costi

Categoria: Pagamenti
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 29/10/2026

Inviare denaro all'estero può essere costoso. Oltre alle commissioni richieste per il trasferimento, può esserci un costo legato al tasso di cambio, quando il denaro viene convertito in un'altra valuta. Questo costo è difficile da individuare: l'intermediario può infatti applicare un tasso di cambio meno favorevole rispetto a quello di mercato e non è detto che ci informi di questo.

I costi dovuti al tasso di cambio

Supponiamo, per semplicità, che al tasso di mercato 100 euro equivalgono a 110 unità della valuta del paese di destinazione. Se l’intermediario ne riconosce soltanto 107, quella differenza rappresenta per noi un costo implicito: pur non pagando alcuna commissione, stiamo effettivamente spendendo 3 euro perché il tasso di cambio che ci viene offerto non è quello di mercato

È il caso, ad esempio, delle rimesse, cioè la parte del reddito che un lavoratore straniero risparmia e invia alla propria famiglia nel paese di origine.

E se una rete di pagamenti più veloce potesse rendere questo trasferimento anche meno costoso? È quello che suggeriscono i risultati di uno studio della Banca d’Italia sui sistemi di pagamento istantaneo e sul costo delle rimesse.

La rete dei pagamenti

Possiamo pensare al sistema dei pagamenti come una rete ferroviaria. Su alcune tratte abbiamo a disposizione l'alta velocità, come nell'area dell'euro. Grazie a TIPS (TARGET Instant Payment Settlement), la piattaforma dell'Eurosistema per i pagamenti istantanei, possiamo effettuare un bonifico in euro in pochi secondi in qualsiasi paese che ha adottato la moneta unica con la stessa semplicità con cui paghiamo in Italia.

Su molte tratte internazionali, invece, l'alta velocità non è disponibile e dobbiamo ricorrere ad altri mezzi: treni più lenti, con più fermate e coincidenze, possono aumentare il costo e rendere meno certo l'orario di arrivo dei nostri soldi. È il caso delle rimesse: per arrivare a destinazione possono passare attraverso diversi intermediari, ciascuno dei quali può aggiungere tempi di lavorazione e costi.

Che cosa cambia con i pagamenti istantanei

Lo studio della Banca d'Italia analizza i costi delle rimesse internazionali prima e dopo l'introduzione di sistemi di pagamento istantaneo nei paesi che ricevono il denaro.

I risultati mostrano che, dopo l'adozione di questi sistemi, diminuisce il costo delle rimesse che arrivano dall'estero, ad esempio quelle inviate da un lavoratore straniero dall'Italia alla propria famiglia nel paese di origine. La diminuzione è particolarmente evidente per le rimesse ritirate in contanti, tradizionalmente più costose di quelle ricevute attraverso strumenti digitali come i portafogli elettronici. Ma il risultato forse più interessante è che a ridursi è soprattutto il margine applicato sul cambio.

In pratica, lo studio rileva che, dopo l'introduzione di un sistema di pagamento istantaneo come TIPS in un paese estero, si riducono i costi delle rimesse inviate verso quel paese e, in particolare, il costo implicito che spesso gli intermediari nascondono all'interno del tasso di cambio.

Perché un sistema pensato soprattutto per i pagamenti all'interno di un paese può ridurre anche il costo del denaro che arriva dall'estero?

Secondo lo studio, un ruolo importante è svolto dalla concorrenza tra gli operatori. Una rete di pagamenti domestica più efficiente facilita l'offerta di servizi da parte degli intermediari che forniscono servizi di pagamento (PSP) e può rendere più competitivo il mercato dei pagamenti.

Tornando alla nostra metafora, un miglioramento della rete ferroviaria nel paese di arrivo può favorire la concorrenza tra gli operatori e rendere meno costoso arrivare a destinazione.

E se collegassimo le linee veloci a livello internazionale?

Lo studio suggerisce che collegare i sistemi di pagamento istantaneo di paesi o aree geografiche diverse potrebbe amplificarne i benefici, che già emergono anche senza un collegamento diretto.

È una prospettiva già concreta: nel novembre 2025 ad esempio è stata avviata la fase di realizzazione del collegamento tra TIPS e UPI (Unified Payments Interface), il sistema di pagamento istantaneo indiano. Collegare queste reti potrebbe quindi consentire di sfruttare ancora meglio le potenzialità dell'"alta velocità" dei pagamenti.

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