Quando non serve il PIN per pagare con la carta?

Categoria: Pagamenti
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 11/09/2026

Avviciniamo la carta al POS e restiamo in attesa. Chiederà? Non chiederà? Bip. "Inserire il PIN". Digitiamo, e non ci raccapezziamo. Per cifre simili il PIN a volte serve e altre no. Un giorno paghiamo tre volte di fila senza inserirlo, il giorno dopo nessuna. C'è un criterio? Sì, c'è. O meglio, le regole in materia prevedono casi in cui chi ci fornisce il servizio di pagamento (ad esempio una banca) può scegliere di non farci inserire il PIN. Ma quali sono questi casi?

Una questione di sicurezza

Innanzitutto, è importante ricordare che la richiesta del PIN fa parte della procedura che difende i nostri pagamenti elettronici: l'autenticazione forte del cliente, o SCA (dall'inglese Strong Customer Authentication). La SCA ci chiede di confermare la nostra identità ("autenticarci") fornendo almeno due "prove" indipendenti tra loro, scelte fra qualcosa che abbiamo (come la carta), qualcosa che conosciamo (come il PIN) e qualcosa che ci caratterizza (ad esempio l'impronta digitale).

Le prove per l'identificazione sono diverse, a seconda che paghiamo:

  • al negozio: la carta fisica soddisfa il requisito del possesso e il PIN quello della conoscenza;
  • online: il possesso è rappresentato generalmente dal nostro telefono, registrato presso la banca o altro intermediario che ha emesso la carta, su cui arriva la notifica di pagamento, mentre la conoscenza è rappresentata dal codice personale con cui autorizziamo il pagamento nell'app bancaria.

Le eccezioni

Nei pagamenti di tutti i giorni, però, richiedere ogni volta l'autenticazione forte può essere poco pratico. Pensiamo, ad esempio, a quanto sarebbe scomodo dover inserire il PIN per pagare un caffè o per superare i tornelli della metropolitana.

Per questo motivo, in alcune situazioni la normativa consente di non applicare la SCA e possiamo, ad esempio, pagare il nostro caffè contactless (cioè semplicemente appoggiando la carta o il nostro telefono al POS) oppure inserire i dati della carta sul sito di e-commerce e non confermare il pagamento tramite la notifica sul telefono.

Prima di inserire online i dati della tua carta, verifica sempre che il sito sia affidabile.

Esistono però dei limiti. In particolare:

  • al negozio: possiamo pagare contactless fino a 50 euro per singolo pagamento, anche se il PIN torna a essere richiesto quando la somma dei pagamenti effettuati senza autenticazione forte (quindi fino a 50 euro) raggiunge 150 euro dall'ultima SCA oppure dopo 5 pagamenti consecutivi senza autenticazione forte;
  • online: l'esenzione è prevista per pagamenti fino a 30 euro, con un massimo di 100 euro oppure 5 pagamenti consecutivi.

La normativa prevede anche altre eccezioni, ad esempio per alcuni pagamenti ricorrenti - come un abbonamento dello stesso importo allo stesso beneficiario, dopo che la SCA è stata effettuata la prima volta - o per alcuni pagamenti che, sulla base di specifici controlli, presentano un basso rischio di frode.

Le soglie non sono un automatismo

Le soglie previste dalla normativa non stabiliscono automaticamente quando ci verrà chiesta l'autenticazione forte: indicano piuttosto i limiti entro i quali l'intermediario può, a determinate condizioni, scegliere di non applicarla.

Quindi anche quando un pagamento rientra in questi limiti la banca o altro prestatore di servizi di pagamento può comunque richiedere l'autenticazione forte. I suoi sistemi di sicurezza monitorano infatti le operazioni e possono tenere conto, ad esempio, dell'importo e delle nostre abitudini di pagamento, nonché di eventuali elementi anomali o riconducibili a schemi di frode.

La SCA aiuta, ma la tua prima difesa contro le truffe è la tua prudenza: anche la porta più blindata è inutile se apri al ladro! Per saperne di più su come proteggerti, leggi la nostra scheda su come difenderti dalle truffe.

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