Abecedario minimo per la gestione delle nostre finanze. Tra falsi miti e comportamenti ingannevoli.

  1. Concentrati sulle cose importanti. Gli inglesi hanno un modo per definire le persone che sono attente nel cercare di risparmiare nel quotidiano delle piccole spese, ma poi non fanno lo stesso per le spese importanti: «penny wise, pound foolish» (taccagno nelle piccole spese, prodigo nelle grandi). Siamo pronti a fare chilometri per risparmiare qualche euro per l'acquisto di un cellulare che ne costa centinaia, ma abbiamo da una vita lo stesso conto in banca o la stessa tariffa telefonica e non ci siamo mai domandati se valga la pena cambiarli. Per non parlare dell'opportunità di rinegoziare o surrogare un mutuo preso quando i tassi erano decisamente diversi da quelli di oggi, cosa che potrebbe consentirci risparmi anche dell'ordine di migliaia di euro all'anno...
  2. Risparmiare non significa stare attento al centesimo. Essere frugali non ha senso quando, privandoci di tutto il "superfluo", non ci resta nient'altro. Va bene risparmiare, anzi è una cosa che bisogna cercare di fare, anche per piccole cifre, ogni mese. Va bene anche capire a cosa si possa rinunciare senza che la nostra vita ne risenta troppo. Ma trasformarci nell'avaro signor Scrooge di Dickens potrebbe rendere infelici noi stessi e chi ci sta accanto.
  3. C'è debito e debito. Un mutuo, un altro prestito per comprare un'auto per gli spostamenti di lavoro o con la famiglia, o un debito per poter accedere all'università o a un corso di specializzazione… questi sono esempi di debito "buono" perché consente di investire in attività che dovrebbero darci un ritorno in prospettiva. Indebitarsi, anche ripetutamente, per effettuare acquisti non strettamente necessari è invece un esempio di debito "cattivo". In entrambi i casi, bisogna prestare attenzione a non fare il passo più lungo della propria gamba e valutare la nostra capacità prospettica di ripagarlo con gli interessi. Ma c'è debito e debito, e non tutto va demonizzato.
  4. Avere difficoltà finanziarie può non essere una propria colpa, ma non può essere una scusa per non farci nulla.  È sempre più facile avere una o più carte di credito; un prestito può essere concesso in meno di un giorno, anche per cifre importanti. Alcuni intermediari concedono finanziamenti per cifre più alte di quelle che potremo permetterci di ripagare. Ma non possiamo dare loro la colpa se l'adesione a queste offerte alla lunga ci mette in difficoltà. Possiamo rivendicare i nostri diritti di tutela come per esempio il diritto di essere informati tempestivamente alla prima segnalazione a "sofferenze", cioè come cattivo pagatore, ma non possiamo non fare la nostra parte informandoci bene e impegnandoci a capire i rischi degli strumenti finanziari che utilizziamo.
  5. Affitto o acquisto della casa? In Italia abbiamo sempre pensato che investire nel mattone fosse la cosa più sicura, e quasi inevitabile. Messa su famiglia, si fanno i sacrifici per acquistare una casa. Ma bisogna fare attenzione. Possedere una casa di proprietà potrebbe non farci risparmiare quanto speriamo e potrebbe non essere la soluzione adatta alle esigenze di tutti (una famiglia potrebbe allargarsi ed avere bisogno di spazi maggiori  o viceversa). In alcuni casi l'affitto può permettere di cercare lavoro con più serenità anche fuori dal comune dove abbiamo acquistato casa per esempio. Se vogliamo un etto di macinato lo compriamo di quel peso dal macellaio, non andiamo a comprarci una mucca intera e viva.