Il mondo delle cripto-attività è regolato?

Investendo in cripto-attività, alcune persone sono riuscite a guadagnare molto: chi ha acquistato in un momento fortunato, a prezzi molto bassi, ha potuto rivendere quando il loro valore era più elevato. Di contro, chi ha acquistato nei momenti di picco di prezzo come sul finire del 2021 in seguito al forte entusiasmo e all'attenzione mediatica, oggi si trova in forte perdita.

Warren Buffett nella lettera agli azionisti per l'anno 2000 ammoniva come la linea che separa investimento e speculazione, che non è mai chiara e definita, diventa ancora più sfumata nelle fasi di euforia finanziaria, quando l'illusione di facili guadagni limita la razionalità degli investitori. Questi iniziano a comportarsi come Cenerentola al ballo: vogliono continuare a partecipare alla festa (cioè continuare a guadagnare), fiduciosi di andar via pochi secondi prima della mezzanotte (cioè prima del crollo dei prezzi). Purtroppo per loro gli orologi di questa festa infernale non segnano il tempo e possono ritrovarsi con la carrozza trasformata in zucca.

Le cripto-attività sono strumenti molto rischiosi, spesso assimilabili al gioco d'azzardo, e pertanto non sono adatte per la maggior parte dei consumatori né come investimento né come mezzo di pagamento. Lo hanno evidenziato più volte nelle loro comunicazioni la Banca d'Italia e la Consob. Massima attenzione: se da una parte, ottenere questi prodotti è relativamente facile - acquistandoli sulle piattaforme online, agli ATM dedicati e, recentemente, anche dai tabaccai - dall'altra parte, è molto difficile capire il valore e i rischi di ciascun tipo di cripto-attività e avere informazioni affidabili per comprenderne il reale funzionamento.

Il nostro consiglio, se proprio si vogliono acquistare cripto-attività, è di farlo solo con i soldi che ci si può permettere di perdere.

L'alta volatilità, cioè la forte variazione del valore, non è l'unico rischio. Altri rischi sono, ad esempio, legati a: 

  • la solidità dell’operatore che emette, offre o custodisce le cripto-attività;
  • il funzionamento delle piattaforme, dove le cripto-attività vengono scambiate, che possono essere soggette a malfunzionamenti e attacchi informatici;
  • lo smarrimento delle credenziali di accesso ai portafogli elettronici.

Ma oggi le cripto-attività sono regolate?

Si. Lo scorso giugno è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale europea il Regolamento europeo sulle cripto-attività (la Market in Crypto-Assets Regulation, MiCAR) una cornice normativa che contribuirà a ridurre alcune incertezze e a favorire uno sviluppo ordinato delle cripto-attività. Il regolamento introduce delle norme per molti dei soggetti che gravitano nel mondo delle cripto-attività: emittenti, offerenti e prestatori di servizi in cripto-attività, tra cui le piattaforme di scambio e i fornitori dei portafogli elettronici in cui si custodiscono le cripto-attività.

Attenzione però: il regolamento entrerà in vigore per tappe e sarà interamente applicabile al termine dei 18 mesi successivi alla pubblicazione del regolamento, verosimilmente a fine 2024. E ricordiamo sempre che la regolamentazione non elimina e nemmeno riduce il rischio connesso alle oscillazioni di valore delle attività che dipendono dalle caratteristiche dell'attività stessa.

Il regolamento

Il principio cardine sul quale si basa la regolamentazione è la trasparenza delle informazioni: chi emette le cripto-attività ­deve pubblicare un documento ("White Paper, o libro bianco, sulle cripto-attività") contenente le informazioni che aiutano il pubblico a capire chi è il soggetto responsabile, i diritti e gli obblighi dell'utente, la tecnologia sottostante il trasferimento delle cripto-attività e i relativi rischi. Questa regolamentazione minima si applica alle cripto-attività simili ai Bitcoin, cioè slegate da qualsiasi attività sottostante, non avendo alcun bene reale o finanziario a cui sono collegate.

Per alcune categorie di cripto-attività create con l'obiettivo di mantenere una maggiore stabilità del valore, sono previste ulteriori regole come la pubblicazione di un white paper più dettagliato e la richiesta di una autorizzazione.

Bisogna inoltre ricordare che, pur rappresentando un primo e importante passo in avanti, MiCAR non è in grado di regolamentare interamente il mercato: non copre, infatti, alcune tipologie di cripto-attività, come ad esempio i non fungible tokens o NFT o le opere d'arte digitali. Inoltre, non si applica ovviamente alle cripto-attività emesse da soggetti non europei.

Per saperne di più sulle cripto-attività, consulta la scheda della sezione investire.