Finfluencer, il nuovo volto dell'informazione economica per i giovani
Sempre più giovani oggi scoprono l'economia e la finanza non attraverso giornali, libri o notiziari, ma tramite video su TikTok, reel su Instagram o contenuti su YouTube. In questo contesto si è diffusa la figura dei finfluencer, creator attivi sui social media che producono contenuti relativi alla gestione del denaro, come risparmio, investimenti, finanza personale e previdenza.
I finfluencer sono diventati un punto di riferimento per molti giovani, rispondendo a un'esigenza crescente: comprendere concetti economici attraverso linguaggi e strumenti comunicativi immediati. Il fenomeno si inserisce in un più ampio cambiamento delle abitudini informative delle nuove generazioni, che richiede tuttavia maggiore spirito critico sull'attendibilità delle fonti e attenzione agli effetti che questi contenuti possono avere sulle scelte finanziarie.
Le fonti informative dei giovani e il rischio di disinformazione
Negli ultimi anni si osserva una progressiva riduzione dell'interesse verso i media tradizionali e un aumento dell'utilizzo delle piattaforme digitali come principale fonte di informazione, in particolare tra i giovani. In Europa, 4 giovani su 10 dichiarano di informarsi prevalentemente attraverso i social. Questa modalità di fruizione, però, non garantisce automaticamente una maggiore capacità di valutare l'affidabilità delle notizie o di distinguere tra informazione, opinioni personali e pubblicità.
In Italia, secondo l'ultimo report AGCOM sui fabbisogni di alfabetizzazione digitale e mediatica (2025), oltre il 40% dei giovani afferma di essersi imbattuto frequentemente in notizie false o fuorvianti. Essere immersi nel mondo digitale espone a rischi che i giovani spesso faticano a riconoscere.
Il ruolo dei finfluencer nella divulgazione economica
In questo nuovo scenario informativo, i finfluencer hanno acquisito visibilità. Attraverso un tono colloquiale, video brevi e linguaggio semplice, riescono a rendere interessanti argomenti percepiti come complessi o noiosi. La loro forza sta in un approccio coinvolgente e interattivo: parlano di investimenti, criptovalute, mutui e pianificazione finanziaria facendo riferimento a situazioni di vita quotidiana. Questa modalità comunicativa contribuisce a rendere la finanza più vicina e comprensibile, attenuando le barriere legate all'età, al livello di istruzione o al reddito.
Accanto agli aspetti positivi, emergono tuttavia anche alcune criticità. Non tutti i finfluencer possiedono una formazione specifica in ambito economico e la semplificazione dei contenuti può tradursi, in certi casi, in informazioni parziali o imprecise. Nei casi più problematici si osserva la promozione di prodotti finanziari complessi o la diffusione di messaggi che minimizzano i rischi connessi agli investimenti.
Affidabilità e trasparenza
Secondo il "Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane" di Consob (2024), il 58% dei giovani tra i 18 e i 34 anni dichiara di affidarsi ai social e ai suggerimenti degli influencer per orientarsi nelle scelte di investimento. Si tratta di una percentuale superiore rispetto alla media generale, che interessa in particolare soggetti con un basso livello di educazione finanziaria.
Un ulteriore profilo rilevante riguarda la trasparenza dei contenuti. Uno studio della Commissione europea evidenzia che solo un influencer su cinque segnala in modo chiaro i contenuti frutto di collaborazioni commerciali, rendendo meno immediata l'individuazione di conflitti di interesse.
Allo stesso tempo, nonostante la loro popolarità, gli influencer non sono considerati pienamente affidabili: secondo i dati Consob, solo il 3% degli investitori dichiara di basare le proprie scelte esclusivamente su questo canale.
La tutela dei follower
Il rapporto AGCOM sui fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale evidenzia anche che i contenuti economici diffusi attraverso i social sfuggono spesso alle regole e ai controlli previsti per i media tradizionali. Questo aspetto solleva interrogativi sulla qualità delle informazioni e sulla tutela degli utenti, in particolare dei più giovani.
Per questo motivo, l'ESMA (l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati il cui obiettivo è migliorare la protezione degli investitori e promuovere mercati finanziari stabili e ordinati) e la Consob (l'Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari) hanno recentemente pubblicato una scheda informativa rivolta ai finfluencer che contiene suggerimenti per svolgere l'attività in maniera responsabile ed evitare la diffusione di informazioni non veritiere o fuorvianti.
Il documento richiama, in particolare, l'importanza di:
- essere trasparenti sulle proprie competenze;
- rappresentare in modo equilibrato benefici e rischi degli investimenti;
- dichiarare eventuali compensi o rapporti commerciali;
- evitare di fornire raccomandazioni personalizzate se non autorizzati.
Il mancato rispetto di queste indicazioni può assumere rilievo dal punto di vista legale, nel caso in cui da comunicazioni ingannevoli o imprudenti derivino conseguenze finanziarie negative per i follower.
Per concludere
Il fenomeno dei finfluencer rappresenta una nuova forma di divulgazione economica, che risponde ai cambiamenti nelle modalità di informazione dei più giovani. Può favorire un primo avvicinamento a temi come il risparmio e la pianificazione finanziaria, rendendo la finanza più accessibile e comprensibile.
Al contempo, in un ecosistema informativo rapido e poco regolato, diventa centrale l'attenzione alla qualità dei contenuti: da un lato vi è la responsabilità dei creator nel diffondere informazioni affidabili in modo chiaro, trasparente ed equilibrato; dall'altro occorre che i follower le valutino con spirito critico, confrontandole con fonti diverse e autorevoli, incluse quelle istituzionali.<