Riciclaggio: 162.000 segnalazioni di operazioni sospette nel 2025
Le banche sono obbligate a segnalare bonifici e altre operazioni quando sospettano che siano effettuati per riciclare denaro frutto di reati (cioè introdurlo nell'economia legale, nascondendo la sua origine illecita) o finanziare il terrorismo. Lo stesso obbligo hanno altri soggetti, anche non finanziari, come avvocati, commercialisti e case da gioco. Queste segnalazioni di operazioni sospette (SOS) sono inviate a un'Autorità indipendente collocata presso la Banca d'Italia, l'Unità di informazione finanziaria per l'Italia (UIF), che le analizza. Quante sono? L'anno scorso l'Autorità ne ha ricevute circa 162.000, come si legge nel suo ultimo rapporto annuale, presentato il 16 giugno dal direttore Enzo Serata. Grazie a questo rapporto, possiamo farci un'idea migliore sul fenomeno del riciclaggio e sulla sua prevenzione.
Le segnalazioni di operazioni sospette sono aumentate
Come dicevamo, nel 2025 la UIF ha ricevuto circa 162.000 segnalazioni di operazioni sospette. È oltre l'11 per cento in più rispetto all'anno prima. Questo aumento rilevante è dipeso soprattutto dalla crescita di segnalazioni connesse al riciclaggio di denaro frutto di truffe e frodi informatiche. Nel corso dell'anno l'Unità ha ricevuto infatti circa 31.600 SOS riconducibili a questo tipo di reati. In questi casi è particolarmente difficile ricostruire l'origine e la destinazione dei flussi finanziari, che attraversano i confini nazionali, spesso suddivisi in piccole operazioni su diversi conti aperti e chiusi in breve tempo (anche con l'utilizzo fraudolento dell'intelligenza artificiale). Per l'analisi di queste segnalazioni, la UIF ha cominciato a usare strumenti sofisticati, come l'analisi di rete. Il primo presidio nella lotta alle frodi resta tuttavia la consapevolezza degli utenti nell'utilizzo dei canali digitali.
Le SOS aiutano a contrastare le organizzazioni criminali
Nel 2025, le segnalazioni hanno contribuito a formulare oltre metà dei provvedimenti di sequestro o confisca proposti dalla Direzione Investigativa Antimafia. Il valore dei beni sequestrati nell'anno con il contributo delle SOS è stato circa 41 milioni di euro, il 70 per cento del totale; quello dei beni confiscati è stato circa 17 milioni, il 36 per cento del totale.
L'utilità delle SOS per gli organi investigativi si rileva anche dai loro feedback (riscontri) in merito inviati alla UIF. L'Autorità ha ricevuto circa 44.400 feedback positivi dalla Guardia di Finanza nel biennio 2024-25 e circa 8.700 dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo nel 2025; in entrambi i casi, la gran parte riguardava segnalazioni a cui la UIF aveva attribuito un livello di rischio medio-alto o alto.
Le segnalazioni riconducibili a interessi di organizzazioni criminali sono state circa il 14 per cento (una su sette), ma il fenomeno è più ampio se consideriamo i collegamenti indiretti tra le SOS. I dati confermano l'interesse di questi gruppi per i settori degli appalti, delle energie rinnovabili e delle agevolazioni pubbliche, e l'ampio uso di schemi di frodi nelle fatturazioni.
I riciclatori sfruttano nuove tecnologie e circuiti illegali
I malviventi usano sempre più criptoattività, IBAN virtuali, carte virtuali e sportelli automatici (i "bancomat") non bancari per riciclare il denaro, perché in questo modo è più difficile individuare chi esegue le operazioni di trasferimento dei soldi. Alcuni criminali usano questi e altri strumenti per creare circuiti internazionali di riciclaggio e offrono "servizi professionali" dietro pagamento; il ricorso a questi specialisti è crescente soprattutto per riciclare denaro frutto di evasione fiscale, abuso di fondi pubblici e corruzione.
Il sistema antiriciclaggio italiano è stato promosso dal GAFI
All'inizio di quest'anno il sistema antiriciclaggio italiano, di cui la UIF fa parte, è stato promosso dal Gruppo di Azione Finanziaria (GAFI), l'organismo internazionale che definisce gli standard per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e ne valuta il rispetto. Fra l'altro, il GAFI ha valutato positivamente l'efficacia della UIF nell'analizzare le segnalazioni, collaborare con gli organi investigativi, controllare il rispetto degli obblighi di segnalazione e scambiare informazioni con le Unità di informazione finanziaria degli altri paesi.
Proseguono i lavori per recepire le nuove norme europee
L'Unione europea ha approvato un pacchetto di norme antiriciclaggio (AML Package) per combattere il fenomeno in modo più efficace e uniformare le normative di settore dei paesi membri. L'Italia sta lavorando per adottare queste regole, e la UIF contribuisce ai lavori con la sua esperienza nel campo.
La UIF organizzerà iniziative di formazione per i cittadini
Nel suo piano strategico 2026-2028, fra l'altro, la UIF prevede di organizzare iniziative di sensibilizzazione e formazione per i cittadini sull'antiriciclaggio e sul contrasto al finanziamento del terrorismo, anche attraverso le Filiali della Banca d'Italia.
Oltre alla sensibilizzazione e alla formazione dei cittadini e dei soggetti obbligati a segnalare, il piano della UIF include altri quattro obiettivi strategici: aumentare la sua efficienza, migliorare la qualità delle sue analisi, contribuire a consolidare il ruolo dell'AMLA, e rafforzare la collaborazione nazionale e internazionale.