Vale davvero la pena investire nel titolo del momento?
Il valore raggiunto dalle più grandi società quotate al mondo, molte delle quali statunitensi e attive nel settore tecnologico e dell'intelligenza artificiale, attira spesso l'attenzione dei media e potrebbe alimentare facili entusiasmi. I piccoli investitori, attirati dalle buone quotazioni del momento, potrebbero prendere decisioni di investimento affrettate e poco consapevoli.
Oggi sono oltre dieci le aziende che hanno superato i mille miliardi di dollari di valore in Borsa. Vediamo cosa significano le grandi dimensioni raggiunte da queste società e perché vale sempre la pena di tenere bene a mente la regola della diversificazione negli investimenti.
Il valore di una società quotata
Il valore di mercato di una società quotata è chiamato capitalizzazione di mercato e corrisponde al prezzo di una singola azione moltiplicato per il numero totale di azioni della società.
In questo periodo le più grandi società al mondo sono tredici: superano, ciascuna, una capitalizzazione di mercato superiore al "trilione" di dollari; le prime sette superano i due trilioni. Attenzione: nel linguaggio anglosassone "trillion" significa mille miliardi, quindi stiamo parlando di circa 1.000 miliardi di dollari...1 seguito da 12 zeri!
Per avere un riferimento più vicino a noi: mille miliardi di dollari è poco meno del valore complessivo di tutte le società italiane quotate presso la Borsa italiana alla fine del 2025 (dati Consob).
Per comprendere l'entità di queste dimensioni, basta pensare che una variazione dell'1 per cento del valore di una delle società con la capitalizzazione maggiore equivale a decine di miliardi di dollari, più del valore complessivo di molte grandi aziende quotate.
Una valutazione astronomica
Immagina di partecipare alla missione spaziale Artemis II che ti porta ad osservare la faccia nascosta della Luna e poi a tornare sulla Terra. Ora immagina che lungo tutto quel percorso ci sia una fila continua di banconote da un dollaro, una dietro l'altra.
Per raggiungere mille miliardi di dollari, avresti dovuto percorrere quella distanza più di 130 volte contando tutte le banconote.
Il vincitore prende (quasi) tutto
Non è una novità che le aziende di maggior successo diventino molto grandi. Ma negli ultimi anni la loro dimensione è notevolmente aumentata.
E allora un piccolo risparmiatore potrebbe chiedersi: «avrei dovuto investire in queste società? Dovrei investirci?»
Diciamo subito che non c'è una risposta corretta, perché si tratta di scelte individuali, legate alla situazione e alle caratteristiche, anche di personalità, di ciascuno. Esistono però alcune regole di base che è utile per tutti tenere presenti.
Per esempio, è importante fare attenzione a non cadere in trappola e a gestire il bias del senno di poi, l'illusione che fa sembrare tutto ovvio quando guardiamo al passato. In realtà, nessuno sa in anticipo quali saranno le aziende vincenti in futuro e non è prudente convincersi che solo perché oggi e nel recente passato un'azienda ha generato valore continuerà a farlo nel prossimo futuro.
Infatti, anche le più grandi aziende hanno prima o poi ceduto lo scettro. Basta guardare a un breve albo d'oro delle più grandi aziende quotate negli Stati Uniti:
- nel 1995 la società più grande era General Electric;
- nel 2005 è diventata Exxon Mobil;
- nel 2015 è stata la volta di Apple.
Ogni epoca ha i suoi protagonisti. E il futuro? Non è scritto. Tra qualche anno la società più grande potrebbe essere un'altra, magari ancora poco conosciuta. O che magari non è ancora nata.
Cosa può fare un piccolo investitore?
Warren Buffett con una metafora efficace ha detto: "Le erbacce perdono importanza man mano che i fiori sbocciano". In altre parole, pochi investimenti di grande successo possono compensare molti risultati mediocri.
Il problema è che le erbacce e le piante che poi produrranno fiori sono molto simili quando sono piccole. Fuori di metafora, individuare una società il cui valore è destinato a crescere vertiginosamente è praticamente impossibile. Quindi, cosa può fare chi investe?
Una risposta semplice è: diversificare.
Per esempio, attraverso un fondo o un ETF che replica un indice di mercato si ha la possibilità di:
- distribuire il proprio capitale su un ampio ventaglio di alternative;
- partecipare alla crescita complessiva del mercato, meglio se mondiale;
- non dipendere da una sola azienda, da una sola alternativa.
Per concludere
I grandi successi si riconoscono facilmente a posteriori, mentre è molto difficile prevederli in anticipo.
Proprio per questo, invece di inseguire il titolo del momento può essere più prudente adottare strategie che puntano alla diversificazione. Distribuire gli investimenti su più azioni – magari compreso il titolo del momento - e più mercati evita che il valore dei tuoi risparmi sia legato alle sorti di una singola azienda e ti consente di partecipare alla crescita complessiva dell'economia.