La stagflazione

Stagflazione è una parola composta da stagnazione e inflazione. Indica un andamento dell'economia inusuale in cui la crescita economica rallenta - si riducono i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, spesso aumenta la disoccupazione - mentre i prezzi crescono velocemente.

In genere, invece, quando la crescita economica rallenta, diminuisce anche l'inflazione: meno domanda di beni e servizi e prezzi più bassi. Cosa provoca i rincari nei periodi di stagflazione, allora? E perché la crescita economica si ferma? All'origine ci possono essere improvvisi e sostenuti aumenti dei prezzi delle materie prime legati a crisi internazionali, come le guerre.

La parola "stagflazione" è relativamente recente: fu probabilmente coniata dal politico inglese Iain Macleod a metà degli anni sessanta. Il termine entrò nel discorso pubblico nel decennio successivo, ai tempi della guerra arabo-israeliana dello Yom Kippur del 1973, che causò un forte rincaro del petrolio e una conseguente crisi economica in molti paesi.

In sintesi, ecco ciò che accade:

  1. una guerra o un'altra crisi riduce l'offerta di materie prime essenziali, come il gas o il petrolio, il cui prezzo aumenta sensibilmente;
  2. produrre beni e servizi diventa più costoso, quindi le imprese aumentano i prezzi (inflazione) o riducono la produzione;
  3. cresce la disoccupazione;
  4. i consumi e gli investimenti diminuiscono (stagnazione).

Come sempre, l'aumento dei prezzi ha un effetto negativo sul potere d'acquisto del denaro: con la stessa somma di denaro compriamo meno cose che in passato. Con la stagflazione, inoltre, aumenta la disoccupazione e tende a ridursi la crescita di salari e stipendi. In pratica, spendiamo di più per comprare le stesse cose mentre il nostro reddito nominale resta uguale o addirittura rischiamo di perdere il lavoro. Una tempesta perfetta molto difficile da affrontare per noi e per chi si occupa del governo dell'economia.

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