Carte, bonifici e truffe: un aggiornamento
Sempre più spesso paghiamo con una carta, con un bonifico o con lo smartphone. È comodo e veloce. Purtroppo, insieme alla diffusione dei pagamenti elettronici cresce anche l'attenzione dei truffatori, sempre alla ricerca di nuovi stratagemmi per ingannarci.
È appena stato pubblicato dalla Banca d'Italia il secondo Rapporto sulle operazioni fraudolente in Italia aggiornato sulla base dei dati del secondo semestre 2024. Nel complesso, le frodi restano un fenomeno molto contenuto rispetto al volume dei pagamenti effettuato nel nostro Paese. Il sistema dei pagamenti italiano è sicuro e dotato di presidi avanzati. Ciononostante, proprio perché abbiamo a disposizione sempre più strumenti di pagamento e li utilizziamo sempre più spesso in alternativa al contante, la possibilità di sperimentare un tentativo di truffa aumenta. È bene quindi conoscere le misure che possiamo adottare per ridurre al minimo i rischi, in particolare per quanto riguarda quelli connessi alle frodi per manipolazione.
Come agiscono i truffatori per manipolarci
Nel caso della manipolazione diretta della vittima, il truffatore convince l'utente a fare un pagamento spesso fingendo di essere un figlio in difficoltà, un amico o persino un operatore della banca. In molti casi, il truffatore trasmette un senso di urgenza o paura per abbassare le nostre difese naturali e ci chiede di effettuare il pagamento con bonifico istantaneo perché, a differenza dei bonifici ordinari, non può essere revocato una volta eseguito.
La protezione dalle truffe nei pagamenti è in Italia e in Europa tra le più avanzate. Negli ultimi anni - con l'introduzione della Strong Customer Authentication (SCA) che ha aggiunto dei passaggi di sicurezza in più quando effettuiamo un pagamento - la vita dei truffatori è diventata più difficile. Nei prossimi mesi, un nuovo pacchetto di misure introdurrà altre tre novità importanti:
- monitoraggio rafforzato delle banche sulle operazioni sospette per poterle sospendere in attesa di conferma del cliente;
- verifica automatica della corrispondenza tra IBAN e nome del beneficiario per ridurre i rischi di errori o raggiri;
- più chiaro riparto di responsabilità tra banche e clienti, in modo tale che chi viene truffato non subisca perdite quando non ha colpe gravi.
Come fare per tutelarci
Se non riconosciamo un pagamento o pensiamo di essere vittima di una truffa, la prima cosa da fare è segnalare subito l'operazione alla nostra banca. Agendo tempestivamente, aumentano le possibilità di ottenere un rimborso. La legge, infatti, obbliga gli intermediari a risarcirci quando non abbiamo agito con colpa grave o dolo.
La Banca d'Italia controlla che le banche e gli altri intermediari rispettino le norme a tutela dei clienti nel caso di pagamenti non autorizzati o disconosciuti. Quando emerge che i rimborsi non vengono gestiti correttamente, gli intermediari devono adottare misure correttive per allinearsi pienamente alle regole e alle indicazioni della Banca d'Italia.
Se non otteniamo il rimborso dalla nostra banca, possiamo rivolgerci all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un sistema di risoluzione delle controversie molto più semplice e rapido rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria. Nel 2024, i ricorsi sono stati risolti in media in tre mesi e nel 61 per cento dei casi le decisioni sono state favorevoli ai clienti. È possibile anche presentare un esposto alla Banca d'Italia, che ha il compito di agevolare il dialogo tra cliente e banca.
La nostra prima difesa
Norme, vigilanza, tecnologie e ricorsi ci sono e sono efficaci, ma la difesa più importante contro le truffe è la consapevolezza che ci aiuta a prevenirle. Con l'educazione finanziaria si possono sviluppare le competenze utili a ridurre i rischi di truffe nei servizi bancari e finanziari. La Banca d'Italia è attiva attraverso differenti canali: questo sito, le guide in parole semplici, i percorsi educativi destinati a studenti, donne, adulti vulnerabili, piccoli imprenditori e persone con basse conoscenze digitali.
In sintesi
Dal periodico Rapporto della Banca d'Italia, emergono dati rassicuranti: l'incidenza delle frodi in Italia è contenuta. Ma è una sfida costante e agguerrita tra i malintenzionati, da una parte, e legislatore, autorità di vigilanza e noi stessi, dall'altra. Tocca anche a noi non rimanere indietro ed essere sempre informati per non cadere facilmente in trappola!