Educazione finanziaria a scuola: nuova intesa tra Banca d'Italia e Ministero dell'Istruzione
La Banca d'Italia e il Ministero dell'Istruzione e del Merito hanno ribadito il loro impegno per promuovere l'educazione finanziaria nella scuola attraverso un nuovo accordo.
Il 28 gennaio il Governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta e il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara hanno firmato un nuovo protocollo d'intesa che rafforza la collaborazione tra le due Istituzioni. Il contesto è anch'esso nuovo: l'educazione finanziaria è entrata a far parte formalmente dell'educazione civica con la legge n. 21 del 2024, allineando il nostro paese alle migliori prassi internazionali
È una firma importante, che consolida un lavoro avviato nel 2007 e che oggi diventa ancora più strategico: in un mondo in cui le scelte economiche entrano nella vita dei ragazzi sempre prima - dai primi pagamenti digitali alle decisioni di studio e lavoro - l'educazione finanziaria diventa una competenza essenziale di cittadinanza. Significa imparare a orientarsi tra denaro, risparmio, rischi e diritti, sviluppando la capacità di prendere decisioni responsabili e consapevoli. Non riguarda solo conti e numeri: è un'educazione alla progettualità, alla valutazione delle conseguenze, alla costruzione del proprio benessere futuro. Per questo è importante che gli studenti, fin da giovani, acquisiscano gli strumenti per leggere la realtà economica che li circonda, proteggersi dalle insidie e cogliere le opportunità di un sistema finanziario in continua evoluzione.
La Banca d'Italia prosegue quindi nel suo impegno con rinnovata energia, offrendo:
- percorsi formativi per gli insegnanti, anche online;
- materiali didattici chiari e aggiornati per docenti e studenti;
- laboratori e attività di sensibilizzazione nelle scuole;
- percorsi di formazione scuola-lavoro (ex PCTO);
- competizioni come il premio "Inventiamo una banconota";
- visite guidate e attività educative dedicate alla moneta e alla finanza attraverso il MUDEM - Museo della Moneta.
La scuola italiana ha una lunga tradizione di inclusione e di riduzione dei divari. Portare l'educazione finanziaria nelle classi significa rafforzare questa missione: dare a tutti gli studenti, ovunque crescano, pari opportunità di sviluppare competenze che oggi sono fondamentali.
Formare i giovani su questi temi non è un onere, ma un investimento: uno dei più redditizi per il benessere della società.