La Bulgaria nell'area dell'euro

Categoria: Moneta
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Pubblicato il 02/01/2026

L'area dell'euro si è ampliata: il 1° gennaio anche la Bulgaria ha sostituito la sua moneta nazionale, il lev, con la moneta unica dell'Unione europea (UE), come l'Italia fece nel lontano 2002. L'ingresso segna una tappa importante nel processo di integrazione europea. Ora tra i 27 paesi della UE, 21 hanno adottato l'euro come valuta ufficiale.

L'area dell'euro, o Eurozona, è formata dai paesi dell'UE che adottano l'euro come valuta ufficiale e da loro territori d'oltremare (come Azzorre, Canarie e Guyana francese). Anche Andorra, il principato di Monaco, San Marino e la città del Vaticano hanno adottato l'euro come moneta nazionale, grazie a un accordo formale con l'Unione europea. Montenegro e Kosovo usano l'euro di fatto, senza un accordo con l'UE.

I requisiti per adottare l'euro

Un paese dell'UE può adottare l'euro come moneta nazionale solo se soddisfa una serie di condizioni. Fra queste ci sono innanzitutto i quattro requisiti economici chiamati criteri di convergenza, definiti nel Trattato sull'Unione europea. Questi criteri assicurano che le condizioni economiche del paese non siano molto diverse da quelle degli altri paesi che già adottano l'euro e che le finanze pubbliche siano solide:

  • l'andamento dei prezzi. L'inflazione, cioè l'aumento generalizzato dei prezzi, deve essere sotto controllo. In concreto, il tasso medio di inflazione nell'anno che precede la valutazione per l'adesione non deve superare di oltre 1,5 punti percentuali quello degli Stati membri che hanno conseguito i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi;
  • l'andamento della finanza pubblica. Lo Stato deve avere i conti in ordine, una situazione di finanza pubblica sostenibile. In termini tecnici, il disavanzo, l'eccesso delle spese rispetto alle entrate, e il debito pubblico devono rientrare in certe soglie (vedi box sotto);
  • l'andamento del tasso di cambio fra la moneta nazionale e l'euro. Il paese deve aver partecipato per almeno due anni agli Accordi europei di cambio (AEC II) e il tasso di cambio fra la sua moneta nazionale e l'euro negli ultimi due anni deve essere stato relativamente stabile intorno a un valore di riferimento.
  • l'andamento dei tassi di interesse a lungo termine. I tassi di interesse che lo Stato paga quando chiede denaro in prestito non devono superare di oltre 2 punti percentuali quello degli Stati membri che hanno conseguito i risultati migliori in termini di inflazione. Si guarda ai tassi delle obbligazioni a lungo termine emesse dallo Stato o a quelli di titoli analoghi.

Il saldo di bilancio è la differenza fra le entrate (es. le tasse) e le uscite (es. pensioni, spese per la sanità, ecc.) dello Stato in un determinato arco temporale, ad esempio l'anno; se le uscite superano le entrate, quindi se lo Stato spende più di quel che incassa, si parla di disavanzo o deficit. Il debito pubblico si accumula nel tempo a causa dei disavanzi e diminuisce in caso di avanzi di bilancio.

In base ai criteri di convergenza, il disavanzo non deve superare il 3 per cento del PIL (Prodotto interno lordo, il valore dei prodotti e servizi venduti nel paese in un certo periodo), con qualche eccezione nel caso sia poco superiore al 3 per cento. Il rapporto tra il debito pubblico e il PIL non deve superare il 60 per cento, anche qui con qualche eccezione nel caso si stia riducendo in misura sufficiente e con ritmo adeguato verso il 60 per cento.

Oltre ai criteri di convergenza, un paese deve soddisfare anche altri requisiti per adottare ufficialmente l'euro. Ad esempio, le sue istituzioni devono essere solide e le sue leggi devono essere compatibili con i Trattati dell'Unione europea.

Chi decide se un paese può adottare l'euro?

La Commissione europea e la Banca centrale europea (BCE) valutano se uno Stato membro soddisfa i requisiti e ciascuna pubblica le proprie conclusioni in una relazione. Sulla base delle due relazioni il Consiglio dell'UE (Ecofin), previa consultazione del Parlamento europeo, autorizza l'adozione dell'euro da parte dello Stato membro.

Nel prossimo futuro l'Italia e gli altri paesi dell'Eurozona potrebbero adottare anche una versione digitale dell'euro. Per saperne di più, leggi il nostro articolo della sezione "In parole semplici" sull'euro digitale.

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