Finanza sui social: informazioni alla portata di tutti ma anche più rischi

Categoria: Investimenti
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato il 18/08/2026

Le informazioni sui mercati e su come investire sono ormai a portata di smartphone. I social, ad esempio, anche attraverso i cosiddetti finfluencer, sono una fonte inesauribile di contenuti sia sugli strumenti di investimento tradizionali, come azioni, obbligazioni e fondi, sia su quelli più complessi, come le criptoattività.

Questa maggiore accessibilità è un'opportunità, ma può anche disorientarci. Quando le informazioni sono troppe e la nostra attenzione e il nostro tempo sono limitati, diventa difficile capire quali siano quelle davvero utili e affidabili. Il rischio è che il continuo susseguirsi di video, immagini e commenti produca confusione.

A confonderci sull'utilità e affidabilità delle informazioni è anche il modo in cui i messaggi vengono presentati e acquistano credibilità. Una promessa di guadagni facili o un dato riportato in modo solo parziale possono sembrarci convincenti se arrivano da una persona famosa o che "seguiamo" e di cui ci fidiamo. Spesso la disinformazione fa leva su aspetti emotivi: enfatizza i vantaggi, le informazioni che vogliamo "ascoltare" e lascia sullo sfondo rischi, costi, possibilità di perdita e altre informazioni "scomode". In questo modo può alterare la nostra percezione del rischio e spingerci a decisioni poco ponderate.

Più visibile non significa più utile

I risultati di uno studio pubblicato dalla Consob su alcuni profili social a tema finanziario e di un'indagine condotta su circa mille studenti universitari confermano che quando un messaggio usa immagini forti, promesse di guadagno, inviti ad agire o elementi simili a giochi e simulazioni, riesce più facilmente a catturare l'attenzione, anche se non rende automaticamente il messaggio più utile o più credibile, perché l'attenzione può disperdersi tra molti elementi e la finalità della proposta può diventare meno chiara.

Le reazioni, tuttavia, variano in base alle caratteristiche dei partecipanti.

Nel campione analizzato, chi ha una maggiore alfabetizzazione finanziaria e digitale è più analitico nella lettura e selettivo nel valutare gli annunci, ha una maggiore attenzione per i contenuti e una minore sensibilità verso gli elementi di contesto e di popolarità. Chi presenta livelli di alfabetizzazione inferiori risulta invece relativamente più attratto dalla semplicità e dall'immediatezza del messaggio.

In altri termini, una maggiore alfabetizzazione finanziaria può aiutarci a spostare l'attenzione dalla "confezione" alle informazioni che servono davvero per capire la proposta, riconoscerne lo scopo e valutarla.

La prima difesa siamo noi

Le evidenze dello studio forniscono quindi importanti indicazioni per la sicurezza dei nostri soldi. È vero, regole e controlli contribuiscono a proteggerci: la Consob, l'autorità italiana di vigilanza sui mercati finanziari, vigila sulla correttezza delle comunicazioni finanziarie, e interviene contro chi offre prodotti e servizi di investimento senza autorizzazione, anche attraverso l'oscuramento di siti web.

La vigilanza, però, non può intercettare ogni contenuto prima che raggiunga il pubblico. Per questo, la prima difesa contro le truffe e contro investimenti con rischi non adatti a noi sono la nostra conoscenza e il nostro pensiero critico: la capacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso e ciò che è appropriato per le nostre esigenze da ciò che non lo è.

Prima di agire, chiediamoci quindi sempre:

  • chi ha pubblicato il contenuto e con quale obiettivo;
  • da dove provengono i dati e se le fonti sono verificabili;
  • se vengono spiegati anche rischi, costi e limiti;
  • se chi parla può ottenere un vantaggio economico dalla nostra scelta;
  • se chi offre il servizio o prodotto di investimento è autorizzato.

Ricordiamoci inoltre di essere sempre scettici quando incontriamo occasioni troppo belle per essere vere, perché nessuno sarà mai disposto a regalarci dei soldi.

È questa l'autodifesa digitale: non diffidare di tutto, ma imparare a distinguere un messaggio persuasivo da un'informazione davvero affidabile.

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