I costi degli investimenti: un freno ai rendimenti

Categoria: Investimenti
Tempo di lettura 4 minuti
Pubblicato il 27/01/2026

In un recente rapporto, l'ESMA, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, stima che una parte rilevante dei costi sostenuti da chi investe in fondi non dipende direttamente dal prodotto, ma dal modo in cui viene distribuito. In particolare, dai dati risulta che, in media, nei paesi europei i costi di distribuzione e consulenza ammontano a circa 50 euro ogni 10.000 investiti (0,5 per cento) e rappresentano quasi la metà dei costi complessivi sostenuti dagli investitori (circa 1 per cento).

Cosa paghiamo davvero quando investiamo tramite fondi

Per capire meglio di quali costi stiamo parlando, è utile chiarire come funzionano i prodotti di risparmio gestito. Quando compriamo un fondo comune di investimento, un ETF o una polizza assicurativa con contenuto finanziario - i cosiddetti prodotti di risparmio gestito - una parte del denaro investito non lavora direttamente per noi, ma serve a pagare:

  • la società che compra e vende gli strumenti finanziari (azioni, obbligazioni) in cui il prodotto investe;
  • l'intermediario che ci vende il fondo, attraverso i costi di distribuzione ed eventualmente di consulenza.

Il risultato è che, quando investiamo in azioni, obbligazioni o altri strumenti per mezzo di un prodotto di risparmio gestito, la crescita dei nostri risparmi nel tempo sarà tanto più contenuta quanto più alti saranno i costi. Le spese riducono infatti il rendimento netto anno dopo anno e, nel lungo periodo, possono incidere drasticamente sul risultato finale.

Sebbene i costi siano illustrati nel KID - un documento che va sempre letto con attenzione prima di acquistare un prodotto finanziario complesso - non sempre si riesce a conoscerne i dettagli. In particolare, i costi di consulenza e di distribuzione spesso non sono indicati specificamente, ma incorporati nei costi di gestione del prodotto stesso. Li paghiamo senza rendercene pienamente conto.

Il KID (Key Information Document) è un documento standardizzato scritto in modo semplice e sintetico che l'investitore riceve prima di investire in fondi, ETF e altri prodotti complessi. È uno strumento molto utile per conoscere e confrontare i prodotti perché contiene informazioni essenziali su rischi, costi, obiettivi di investimento e altre informazioni importanti.

Il fenomeno emerge chiaramente confrontando i diversi canali di vendita dei prodotti del risparmio gestito. I fondi collocati attraverso i canali tradizionali, come le filiali delle banche, costano mediamente di più di quelli che possiamo acquistare in autonomia su piattaforme digitali o altri intermediari. Sempre secondo il rapporto, per quanto riguarda ad esempio i fondi comuni azionari, per ogni 10.000 euro investiti il costo di distribuzione varia da 66 euro (0,66 per cento) dei canali tradizionali a 23 euro delle piattaforme digitali (0,23 per cento).

Nei costi di gestione dei prodotti acquistati in filiale sono infatti spesso inclusi anche i costi per il servizio di consulenza e distribuzione. In questi casi, il gestore del fondo retrocede alla banca presso cui compriamo il fondo parte dei costi di gestione che incassa. Al contrario, le piattaforme e le banche che operano prevalentemente online offrono per lo più servizi di sola esecuzione degli ordini, permettendoci di risparmiare se non abbiamo bisogno di consulenza.

Il servizio di esecuzione ordini è un servizio di investimento in cui l'intermediario si limita a trasmettere ed eseguire l'ordine del cliente sul mercato, senza fornire raccomandazioni personalizzate né valutazioni di adeguatezza dell'investimento. Trattandosi di un servizio generalmente a basso valore aggiunto, il costo è relativamente contenuto.

Come possiamo fare per risparmiare?

Il consiglio è sempre quello di confrontare le offerte tramite il KID e scegliere quella più conveniente a parità di servizio.

Se sappiamo già in cosa investire e non abbiamo bisogno di consulenza, possiamo evitare i costi di consulenza impliciti selezionando sulle piattaforme online i prodotti al minor costo tra quelli simili per grado di rischio e obiettivo di investimento. Ad esempio, se decidiamo di investire in un paniere diversificato di azioni italiane, possiamo acquistare un ETF che replica il più diffuso indice azionario italiano, il FTSE MIB, immettendo direttamente l'ordine sul mercato attraverso il nostro home banking, se abilitato.

Se invece desideriamo ricevere una consulenza finanziaria, possiamo utilizzare i canali tradizionali oppure rivolgerci a un consulente finanziario indipendente. In quest'ultimo caso, il costo della consulenza sarà esplicito. Infatti, la legge vieta al consulente indipendente di ricevere dai gestori dei fondi parte dei costi di gestione, come invece avviene nel caso della consulenza non indipendente. Pagheremo quindi il costo per la gestione del prodotto consigliato, normalmente più contenuto, e, a parte, un compenso esplicito al consulente.

In conclusione, fare attenzione ai costi e confrontare le offerte ci permette di ridurre l'impatto sui rendimenti, pagando solo per i servizi di cui vogliamo usufruire.

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