Il conto di base: a chi è rivolto e quando può essere gratuito
Se hai esigenze semplici di gestione del denaro, il conto di base può essere una soluzione utile. Consente infatti di utilizzare i principali servizi di pagamento, come i bonifici, l'accredito dello stipendio o della pensione e la carta di debito ("bancomat").
Ne abbiamo parlato di recente in occasione della diffusione della comunicazione della Banca d'Italia sul conto di pagamento con caratteristiche di base. In questo articolo vediamo a chi può essere particolarmente utile il conto di base.
Innanzitutto, ricorda che:
- il conto di base è pensato per soddisfare esigenze essenziali di pagamento, cioè quelle legate alla gestione quotidiana del denaro;
- se sei un consumatore, hai il diritto di chiedere un conto di base;
- è previsto un canone annuo contenuto - generalmente più conveniente rispetto a un conto corrente ordinario - che include un numero prestabilito di operazioni, a cui può aggiungersi il costo di ogni operazione eseguita in più;
- è gratuito in presenza di alcune condizioni (indicate più avanti);
- non hai diritto a un conto di base soltanto in tre casi: se hai già un conto corrente o un altro conto di pagamento in Italia; se vuoi usare il conto per l'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale; se non soggiorni legalmente in Italia.
Chi può beneficiare maggiormente del conto di base?
Migranti
Il conto di base può rappresentare l'unico strumento di accesso al sistema finanziario per gruppi di persone particolarmente esposte a rischi di esclusione finanziaria (ad es. lavoratori immigrati in attesa di permesso di soggiorno, persone sottoposte a misure alternative alla detenzione e dissidenti provenienti da paesi colpiti da sanzioni internazionali). Questi soggetti, proprio in ragione della loro vulnerabilità, possono avere minore consapevolezza dei loro diritti e delle loro tutele.
Le banche, Poste Italiane e gli altri operatori che offrono servizi di pagamento devono offrirlo a tutti i consumatori che soggiornano legalmente in Italia o in un altro Stato dell'Unione europea, comprese le persone senza fissa dimora, i rifugiati e i richiedenti asilo. La Banca d'Italia ha precisato lo scorso agosto che qualunque cittadino legalmente soggiornante nell'Unione europea ha il diritto di aprire un conto di base, indipendentemente dal titolo o dalla documentazione attestante la regolarità del suo soggiorno. Ciò vuol dire che ai fini dell'identificazione il prestatore di servizi di pagamento - come la banca o la Posta - non può ostacolare l'apertura del conto a chi è in possesso di documenti legittimi, anche se diversi da quelli abitualmente gestiti (es. codice fiscale provvisorio non alfanumerico o ricevuta della domanda di permesso di soggiorno).
Può accadere che gli intermediari pongano resistenze all'apertura del conto di base a persone che potrebbero averne diritto, quando queste presentano documenti diversi da quelli richiesti più di frequente ma regolari. Oltre a queste barriere, spesso legate ai processi interni agli intermediari, la diffusione del conto di base è ostacolata anche dalla scarsa conoscenza di questo prodotto da parte del personale e dal fatto che non sempre viene inserito nei cataloghi dei prodotti offerti ai clienti.
Persone con basso reddito
Se hai un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore a 11.600 euro, hai diritto ad aprire un conto di base senza pagare nulla, neppure l'imposta di bollo.
Pensionati
Se percepisci una pensione annua lorda fino a 18.000 euro, hai diritto ad aprire un conto di base pagando solo l'imposta di bollo (34,20 euro l'anno).
Ti hanno negato l'apertura del conto di base?
Se la richiesta di apertura del conto viene rifiutata, la banca o il prestatore di servizi di pagamento deve comunicartelo per iscritto, gratuitamente e al più tardi entro dieci giorni lavorativi, spiegandone le ragioni (ricorda che i casi in cui non hai diritto al conto di base sono solo i tre che abbiamo descritto prima).
Se ritieni che il rifiuto non sia giustificato, puoi presentare un reclamo. Se la risposta al reclamo non ti convince, puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario, un organo nato per facilitare la risoluzione delle controversie tra i clienti e le banche con una procedura semplice, veloce e poco costosa (prevede un costo di 20 euro, che vengono restituiti in caso di esito favorevole). Inoltre, puoi anche presentare un esposto alla Banca d'Italia.
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