Pagamenti: il lubrificante dell'economia

Categoria: Pagamenti
Tempo di lettura 4 minuti
Pubblicato il 10/08/2026

Così come all'interno della nostra auto diversi tipi di olio hanno lo scopo di lubrificare le parti vitali, come il motore e il cambio, allo stesso modo per ridurre gli attriti e mantenere efficiente il nostro sistema economico ogni strumento di pagamento deve essere adatto nell'agevolare un certo tipo di scambio. Un bonifico, ad esempio, è ideale per trasferire denaro da un conto corrente a un altro; una carta di pagamento è invece più adatta per effettuare acquisti nei negozi, online o per prelevare contante da uno sportello ATM (Bancomat).

Il nostro sistema economico ha bisogno di strumenti che rendano semplici, rapidi e sicuri gli scambi di denaro tra famiglie, imprese e pubblica amministrazione. Avere a disposizione strumenti di pagamento adatti significa innanzitutto poter contare su strumenti sicuri. Proprio come un lubrificante scadente può compromettere il funzionamento di un motore, uno strumento di pagamento poco sicuro renderebbe più rischiosi (e difficili) gli scambi, danneggiando l'economia.

La sicurezza dei pagamenti: cosa dicono i dati

Secondo il Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente del secondo semestre 2025 della Banca d'Italia, pubblicato di recente, nel nostro Paese le frodi restano un fenomeno contenuto: in media, si tratta di 10 frodi ogni centomila pagamenti effettuati (0,01 per cento in numero) e 3 euro ogni centomila inviati (0,003 per cento in valore).

Non tutti gli strumenti di pagamento presentano però lo stesso grado di sicurezza. Ragionando sempre in termini di tasso di frode, quindi rapportando il numero di frodi o la quantità di euro truffati, rispettivamente, al totale delle operazioni effettuate e di euro scambiati, lo strumento più sicuro è il bonifico ordinario: 2 frodi ogni centomila bonifici effettuali e 2 euro truffati ogni centomila euro inviati.

Per i bonifici istantanei il tasso di frode è più elevato: 12 operazioni fraudolente ogni centomila bonifici istantanei e 28 euro truffati ogni centomila inviati. La buona notizia è che il fenomeno è in forte diminuzione: rispetto al secondo semestre del 2024 il rapporto si è dimezzato, sia in termini di numero di frodi che di euro truffati. A questa riduzione avrebbe contribuito, tra l’altro, il controllo della corrispondenza tra l'IBAN e il nome del beneficiario, in vigore dal 9 ottobre 2025.

Per gli altri strumenti il tasso di frode è:

  • per le carte di pagamento (di debito e di credito), 9 frodi ogni centomila pagamenti e 17 euro truffati ogni centomila euro di pagamenti;
  • per la moneta elettronica (soprattutto carte prepagate), 18 frodi ogni centomila pagamenti e 24 euro truffati ogni centomila euro di pagamenti;
  • per i prelievi all'ATM, 5 frodi ogni centomila pagamenti e 10 euro truffati ogni centomila euro prelevati).

Un modo diverso di vedere la sicurezza

Il tasso di frode però, pur essendo un indicatore importante, non ci dice tutto. Per avere una visione complessiva del rischio di uno strumento è fondamentale guardare anche al valore medio della frode, cioè quanti soldi riescono a rubare i truffatori quando riescono nel loro intento. Da questo punto di vista al primo posto troviamo il bonifico ordinario: 5.509 euro in media, seguito dal bonifico istantaneo con 1.850 euro. Molto più basso, invece, è l'importo medio delle frodi per carte di pagamento, moneta elettronica e ATM: rispettivamente 80, 41 e 505 euro.

In altre parole, se consideriamo i bonifici nel loro complesso (ordinari e istantanei) veniamo truffati più raramente, però quando succede l'importo che possiamo perdere è relativamente elevato. Al contrario, la frequenza delle truffe con carte di pagamento, moneta elettronica e prelievi all'ATM è più alta, ma in media i truffatori riescono a mettere le mani su meno denaro. Queste evidenze sono, del resto, coerenti con i diversi utilizzi che normalmente facciamo dei diversi strumenti di pagamento, ciascuno adatto a un certo tipo di scambio: il bonifico di solito viene usato per trasferire importi, anche elevati, da un conto a un altro, le carte sono più adatte a fare acquisti nei negozi oppure on-line.

Come ci possiamo difendere?

La prima difesa per non essere truffati è custodire gelosamente le nostre carte, credenziali e password: mai dare strumenti, codici e password a nessuno, nemmeno a chi vuole farci credere di essere un operatore della nostra banca, e mai cliccare su link ricevuti via e-mail o SMS.

Inoltre, ricordiamoci di non sottovalutare mai l'astuzia dei truffatori: diffidiamo sempre delle persone che ci trasmettono un senso di urgenza e, spesso, di paura. Se abbiamo dubbi, prima di fare un pagamento è fondamentale verificare l'identità di chi ci ha scritto o ci ha chiamato richiamandolo a nostra volta, senza utilizzare i contatti forniti nei messaggi o durante le telefonate, ma utilizzando quelli della nostra rubrica o cercandoli noi stessi sul web.

Se seguiamo questi semplici accorgimenti, i presidi di sicurezza di cui sono dotati gli strumenti di pagamento che abbiamo a disposizione faranno il resto.

 

Vedi altri articoli della categoria:

Hai trovato utile questo contenuto?