Quando un'operazione finanziaria è sospetta per riciclaggio o finanziamento del terrorismo
Quando una banca o altro intermediario ha il sospetto che l'operazione di un cliente (ad esempio un versamento) serva in realtà a riciclare denaro o a finanziare il terrorismo, informa un'autorità indipendente - l'Unità di informazione finanziaria per l'Italia (UIF) - con una SOS, Segnalazione di Operazioni Sospette. È un obbligo previsto dal decreto antiriciclaggio per combattere questi crimini e non è imposto solo alle banche.
Cosa sono le SOS
La SOS è una segnalazione che le banche e molti altri soggetti devono inviare alla UIF quando sospettano che un'operazione a loro richiesta serva a:
- riciclare denaro, cioè spendere o investire nell'economia legale soldi frutto di reati nascondendone l'origine illecita;
- finanziare il terrorismo o programmi di proliferazione di armi di distruzione di massa, mine antipersona, munizioni e submunizioni a grappolo.
La banca o un altro soggetto obbligato (cosiddetto "segnalante") invia la SOS alla UIF perché ha rilevato anomalie nell'operazione, le ha analizzate e ha concluso che ci sono motivi fondati per sospettare che i fondi possano essere utilizzati per finalità criminali o che comunque il denaro provenga da reati. La segnalazione contiene informazioni sull'operazione e i motivi del sospetto. Non si tratta di una denuncia di reato.
Le anomalie rilevabili sono molte. Ad esempio, l'operazione può essere illogica e svantaggiosa per il cliente, incoerente con il suo profilo economico o finanziario, come l'acquisto di un bene di grande valore se la persona è in difficoltà economica, o inconsueta rispetto all'ordinaria operatività in quanto eccessivamente frequente o con persone con cui il cliente non ha alcun tipo di rapporto. L'anomalia si tramuta in sospetto in assenza di adeguate giustificazioni, per cui il segnalante deve analizzarle per capire se sono giustificate o meno.
La UIF emana indicatori di anomalia per l'individuazione delle operazioni sospette e istruzioni per rilevare e segnalare le operazioni sospette.
Chi invia le SOS
Sono obbligati a segnalare:
- le banche e gli altri operatori finanziari, ad esempio le società assicurative nel ramo Vita, gli istituti di pagamento, le società di gestione del risparmio e le società di investimento;
- alcune categorie di professionisti, come avvocati, commercialisti e notai;
- altri operatori non finanziari, fra cui i commercianti di opere d'arte e di antichità, i mediatori immobiliari e gli operatori professionali in oro e i compro oro, gli operatori di gioco che offrono vincite in denaro, anche online, e le case da gioco.
I soggetti obbligati a inviare le SOS sono elencati nel decreto antiriciclaggio (articolo 3), tranne i compro oro; per questi ultimi l'obbligo è previsto dal decreto compro oro.
Cosa fa la UIF quando riceve le SOS
Ogni anno la UIF riceve moltissime SOS: oltre 160.000 secondo gli ultimi dati disponibili. Su quelle a maggior rischio svolge un'analisi finanziaria, cercando di seguire i movimenti del denaro e verificando eventuali collegamenti con altre segnalazioni di operazioni sospette. Le SOS e le analisi sono poi inviate alla Guardia di Finanza e alla Direzione investigativa antimafia, per l'eventuale seguito investigativo e giudiziario; i dati e le informazioni relativi a determinate segnalazioni sono inviate anche alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
La UIF può anche sospendere un'operazione sospetta, per un massimo di cinque giorni lavorativi, se ricorrono alcune condizioni. Può farlo di sua iniziativa o su richiesta degli organi investigativi, ad esempio la Guardia di Finanza, dell'Autorità giudiziaria o di Autorità di informazione finanziaria estere.
Le SOS non vanno confuse con le Comunicazioni oggettive (OGG), che al momento riguardano le operazioni in contanti superiori a una certa soglia. L'OGG è inviata all'UIF da banche, Poste italiane, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica ogni volta che un cliente fa operazioni in contanti, come versamenti e prelievi, per almeno 10.000 euro in un mese, anche con più operazioni di importo singolarmente pari a 1.000 euro. L'invio è automatico e non implica il sospetto di comportamenti illeciti. Le informazioni contenute nelle OGG sono impiegate nell'analisi delle operazioni sospette ad esse collegabili.
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