Sicurezza dei pagamenti elettronici in Italia: cosa ci dicono i dati

Categoria: Pagamenti
Tempo di lettura 4 minuti
Pubblicato il 18/02/2026

La Banca d'Italia ha pubblicato l'aggiornamento del Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, che ci offre una fotografia aggiornata al primo semestre del 2025 sulla sicurezza dei pagamenti elettronici nel nostro Paese.

Nel complesso, il nostro sistema dei pagamenti è sicuro: se consideriamo tutti gli strumenti di pagamento elettronici vengono truffati solo tre euro ogni 100.000 euro trasferiti.

Il nuovo rapporto evidenzia però alcune differenze tra gli strumenti di pagamento utilizzati.

Bonifici

Al primo posto tra gli strumenti più sicuri si confermano i bonifici, sia ordinari che istantanei: per questi strumenti vengono infatti frodati solo due euro ogni 100.000 euro trasferiti.

Il bonifico istantaneo è un servizio di pagamento che permette di trasferire denaro da un conto all'altro con estrema rapidità. L'operazione si conclude in un tempo massimo di dieci secondi ed è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a differenza del bonifico ordinario che richiede, di norma, un giorno lavorativo per l'accredito.

I bonifici istantanei si confermano più rischiosi rispetto agli ordinari: una volta disposti, infatti, i bonifici istantanei sono irrevocabili, e questo li rende strumenti molto utili anche per i malintenzionati che hanno tutto l'interesse a ricevere il denaro truffato nel minor tempo possibile.

La buona notizia, però, è che il tasso di frode si è ridotto: rispetto alla seconda metà del 2024, quando aveva raggiunto 59 euro ogni 100.000 euro trasferiti, nel primo semestre 2025 il tasso di frode è sceso a 43 euro. Alla riduzione del rischio potrebbe aver contribuito la verifica della corrispondenza tra l’IBAN e il nome del beneficiario, un servizio che le banche e gli altri intermediari mettono a disposizione quando effettuiamo un bonifico (sia istantaneo che ordinario).

Carte di pagamento e prelievi ATM

Nel primo semestre del 2025 il tasso di frode sui pagamenti effettuati con carte e sui prelievi ATM (quelli allo sportello automatico o “Bancomat”) è rimasto stabile. Pur essendo anch'esso contenuto, rimane più elevato rispetto a quello dei bonifici.

Quali sono i tipi di frode più diffusi?

I tipi di frodi sono diversi a seconda dello strumento di pagamento. Per i bonifici si conferma al primo posto la manipolazione del pagatore.

La manipolazione del pagatore consiste nell'indurre la vittima a fare un pagamento a favore del truffatore o altri complici con le motivazioni più varie, ad esempio fingendo di essere un figlio in difficoltà, un amico o persino un operatore della banca. In molti casi, il truffatore trasmette un senso di urgenza o paura per spingere la vittima ad agire rapidamente.

Nel caso degli altri strumenti di pagamento (carte di pagamento, moneta elettronica e prelievi ATM) prevale l’emissione del pagamento da parte del frodatore.

L' emissione del pagamento da parte del truffatore consiste nell'esecuzione di un pagamento senza il consenso della vittima, ad esempio quando il truffatore entra in possesso di dati privati come numeri di carta di credito, PIN e credenziali d'accesso all'home banking.

È marginale, invece, la modifica dell’ordine di pagamento da parte del frodatore anche grazie ai presidi della tecnologia, come ad esempio la crittografia delle informazioni di pagamento.

La modifica di un ordine di pagamento da parte del frodatore consiste nell'intercettare e modificare la comunicazione elettronica che contiene le informazioni di un pagamento legittimo. Un esempio è rappresentato dalla truffa nota come man in the browser, attraverso la quale il truffatore riesce a intercettare i dati inseriti durante pagamenti online o operazioni di home banking e a modificare ordini di pagamento legittimi, dirottandoli a proprio favore.

Come possiamo difenderci dalle truffe?

Nel caso delle truffe basate sulla manipolazione, è importante diffidare sempre delle persone che trasmettono un senso di urgenza e, spesso, di paura con messaggi o al telefono. Se abbiamo dubbi, prima di fare un pagamento è fondamentale verificare l'identità di chi ci ha scritto o ci ha chiamato, richiamandolo a nostra volta senza utilizzare i contatti forniti nei messaggi o durante le telefonate, ma utilizzando quelli della nostra rubrica o cercandoli noi stessi sul web.

Nel caso invece delle truffe dove è il frodatore a effettuare il pagamento è più semplice; basta, infatti, ricordarsi di:

  • non dare codici e password a nessuno, nemmeno alla tua banca;

  • non cliccare su link ricevuti via e-mail o SMS.

Infine, se dovessimo accorgerci di pagamenti che non abbiamo autorizzato, ad esempio controllando l'estratto conto o ricevendo una notifica sul cellulare, possiamo sempre disconoscerli e chiedere il rimborso al nostro intermediario. Farlo è un nostro diritto, garantito dalla legge, purché il nostro comportamento sia stato diligente – ad esempio, quando non siamo caduti nelle truffe più semplici e comuni.

Per saperne di più, leggi la nostra scheda Truffe: come difendersi.

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