È vero che

Non sempre è facile orientarsi tra le moltissime informazioni che abbiamo a disposizione, distinguendo quelle vere da quelle infondate, chiamate anche fake news. Capita in vari ambiti, dal mondo dell'informazione a quello della scienza, dalla politica all'economia.
In questa sezione trovi delle risposte semplici che sfatano alcune false credenze.
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No. La Banca d'Italia non può prestarti soldi o consigliarti sugli investimenti, e neppure può farti aprire un conto corrente. Perché? Questi servizi sono resi dalle banche "commerciali", mentre la Banca d'Italia è la banca centrale del nostro paese.
Qual è la differenza tra i due tipi di banca? Una banca commerciale è un'impresa che raccoglie i risparmi delle persone e presta loro denaro per guadagno. La banca centrale è un'istituzione, come il Parlamento o la Corte costituzionale, e opera per il bene comune in campo economico.
Il lavoro fondamentale della banca centrale è mantenere la stabilità dei prezzi, cioè evitare che i prezzi nel complesso salgano troppo o scendano troppo (anche quello ci crea problemi). Oltre a questo, la Banca d'Italia produce le banconote, fa funzionare i sistemi attraverso cui paghiamo con carte e bonifici, vigila sulle banche affinché rispettino le norme che le rendono solide contro le crisi, tutela i loro clienti e altro ancora.
Fai attenzione: se qualcuno ti offre un prestito o una consulenza sugli investimenti "per conto della Banca d'Italia", è una truffa! Non rispondere e segnala il fatto ai Carabinieri o alla Polizia postale. Per saperne di più, leggi la nostra notizia.
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No, i conti online non sono sempre gratuiti, sono però in media più convenienti dei conti bancari tradizionali. L'Indagine sul costo dei conti correnti 2024 della Banca d'Italia mostra come la spesa media annua di gestione di un conto corrente online è stata di circa 31 euro, contro i circa 101 euro dei conti tradizionali.
I conti online sono pensati per i consumatori che effettuano la maggior parte delle operazioni tramite internet. Dal punto di vista contrattuale non differiscono dai conti tradizionali; è importante sapere, ad esempio, che offrono le stesse tutele, come l'assicurazione sui depositi.
Il principale vantaggio rispetto ai conti tradizionali riguarda i costi: i canoni spesso non sono previsti oppure sono significativamente più contenuti; anche le spese per l'emissione e la gestione delle carte di pagamento e quelle per le operazioni più frequenti (come prelievi presso gli sportelli automatici, bonifici online e pagamenti automatici) risultano generalmente più basse.
Tuttavia, bisogna fare attenzione al numero di operazioni effettuate, che potrebbe incidere sul costo finale. Non esiste un conto più conveniente in assoluto per tutti: la convenienza di un conto rispetto a un altro dipende dalle abitudini e dall'operatività del cliente.
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Non è proprio così! Carte di credito e di debito - quelle che in Italia definiamo comunemente, bancomat dal nome del circuito più conosciuto - funzionano in modo diverso e conoscere le differenze può aiutarti a usare lo strumento giusto al momento giusto.
Se scegli il "bancomat", il nome con cui vengono chiamate le carte di debito, stai usando i soldi che sono sul tuo conto al momento del pagamento.
Se scegli la carta di credito, stai spendendo soldi che ti ha prestato la banca e che dovrai restituire più tardi in un'unica soluzione o a rate.
Il bancomat è una scelta sicura se vuoi spendere solo quello che hai al momento e non correre il rischio di indebitarti.
La carta di credito può essere utile per acquisti di importo maggiore o se vuoi dilazionare nel tempo l'esborso, ma devi essere sicuro di poter restituire il denaro preso in prestito quando arriverà l'addebito. Fai inoltre attenzione agli interessi da pagare se scegli il rimborso a rate.
Per la tua sicurezza, a prescindere dal tipo di carta, ti suggeriamo di:
- attivare le notifiche per i pagamenti, per sapere subito quando la carta viene usata;
- controllare regolarmente gli estratti conto, così puoi individuare operazioni sospette;
- bloccare subito la carta in caso di furto o smarrimento;
- memorizzare il PIN, non tenerlo accanto alla carta e non comunicarlo a nessuno.
Per saperne di più leggi qui e consulta le nostre schede sulle carte di pagamento.
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No, i tuoi risparmi non sono protetti dall'inflazione se li lasci depositati nel conto corrente; per proteggerli occorre farli fruttare attraverso forme di investimento. Perché? L'inflazione è l'aumento generalizzato dei prezzi nel tempo. Questo aumento riduce il valore reale o potere di acquisto dei tuoi risparmi; in altre parole, con la stessa somma potrai via via comprare sempre meno cose. Per compensare questa perdita, devi far aumentare nel tempo il valore nominale dei tuoi risparmi, cioè devi farli crescere. Nel conto corrente i tuoi risparmi non crescono o crescono molto poco: di solito il tasso di interesse che la banca ti paga è molto basso, spesso praticamente nullo, e comunque inferiore al tasso di inflazione. Se li investi consapevolmente, invece, i tuoi risparmi possono crescere a un tasso o rendimento più alto del tasso di inflazione; in questo modo, puoi più che compensarne l'effetto negativo.
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Falso. I truffatori possono inviare messaggi che sembrano provenire dal numero di telefono, dall'indirizzo e-mail o dal profilo social di persone o aziende di cui ci fidiamo, ad esempio la nostra banca. Possono anche inviare messaggi da numeri, indirizzi e-mail e profili autentici, se ne hanno preso il controllo con un attacco informatico. Questo stratagemma è chiamato spoofing (dall'inglese "spoof", "imitazione") e oggi è più insidioso che mai: i criminali possono anche riprodurre la voce di persone reali usando l'intelligenza artificiale e tentare di ingannarci con telefonate o messaggi vocali in cui chi parla sembra un nostro caro o il nostro capo. Per proteggerti dallo spoofing, non eseguire subito quanto ti viene richiesto (per esempio fare un bonifico o comunicare il pin della carta di credito), riattacca se si tratta di una telefonata, e ricontatta subito la persona o l'azienda per verificare che sia stata proprio lei a scriverti o a chiamarti. Per farlo, usa numeri di telefono o indirizzi e-mail che sai essere autentici (ad esempio, nel caso di banche e altre aziende, quelli riportati nel sito ufficiale); non usare numeri, indirizzi e-mail o link forniti da chi ti ha chiamato o scritto. Per approfondire, leggi la nostra scheda sulle truffe online e guarda il nostro video sullo spoofing.
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No, affatto, esiste la portabilità del conto corrente. È il diritto a ottenere il trasferimento su un altro conto di pagamento presso un altro operatore di tutti o alcuni servizi di pagamento e anche del saldo positivo presente sul tuo conto. Puoi decidere di mantenere oppure chiudere il vecchio conto. Il trasferimento avviene con una procedura agevolata e deve essere completato in un tempo massimo di 12 giorni lavorativi.
Per saperne di più, leggi Cambiare conto con la portabilità.
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Dipende. Quando aumentano i tassi di interesse di mercato, se hai investito in strumenti a tasso variabile o a breve termine, come i Buoni Ordinari del Tesoro o se hai somme da investire, beneficerai di maggiori interessi. Ma se, quando i tassi aumentano, possiedi già strumenti come le obbligazioni a tasso fisso, il valore dei tuoi investimenti diminuisce. Gli investitori possono, infatti, ottenere tassi più elevati di quelli delle tue obbligazioni, che quindi diventano meno attraenti con la conseguenza che il loro prezzo diminuisce.
Per approfondire l'argomento, leggi Cosa sapere prima di investire.
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Non più. In passato, la firma sullo scontrino insieme al possesso della carta firmata sul retro e al controllo del documento di identità garantiva che l'acquisto fosse davvero fatto dalla persona che possiede la carta. Da tempo, secondo la normativa per un pagamento sicuro è necessario un "doppio fattore di autenticazione" e, dal 2020, la firma non è più considerata un fattore di autenticazione valido.
Un fattore di autenticazione è:
- qualcosa che caratterizza l'utente (per esempio, un'impronta digitale);
- qualcosa che l'utente ha (come la carta di credito);
- qualcosa che l'utente sa (per esempio, un PIN o una password).
Per maggiori informazioni, consulta la scheda dedicata alla carta di credito.
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No, puoi fare senza. L'ABF è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie che possono nascere tra i clienti, da una parte, e le banche e gli altri intermediari finanziari, dall'altra. Decide in tempi rapidi ed è alla portata di tutti. Puoi fare ricorso da solo e online: è semplice!
Per ricorrere all'ABF non ti serve l'assistenza legale o l'aiuto di un professionista. Consulta la guida in parole semplici sull'ABF.
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No, puoi farne tranquillamente a meno!
La Centrale dei rischi (CR), gestita dalla Banca d'Italia, è una base dati - cioè un archivio di informazioni - sui debiti di famiglie e imprese nei confronti del sistema bancario e finanziario.
Possono accedere ai dati della CR:
- le persone fisiche a nome delle quali sono registrati i dati o, in loro vece, i soggetti autorizzati dalla legge;
- le persone giuridiche, quali enti, società e associazioni, tramite un rappresentante legale o altri soggetti autorizzati dalla legge.
L'accesso ai dati da parte dei diretti interessati è gratuito. La Banca d'Italia fornisce, di norma, una risposta entro 30 giorni dalla ricezione della richiesta dei dati. Trovi qui la guida in parole semplici!
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No. La CR è un archivio dei prestiti che famiglie e imprese ricevono da banche e società finanziarie: registra informazioni su tutti i finanziamenti oltre una certa soglia, anche quelli per cui il pagamento delle rate è in regola. Perché? Quando una banca (o una società finanziaria) riceve la richiesta di un prestito, è obbligata dalla legge a valutare se il richiedente è in grado di restituirle il denaro: fallirebbe se troppi clienti mancassero di rimborsarle i finanziamenti. La banca consulta i dati della CR nell'ambito di questa valutazione. Essere iscritti in CR, quindi, è un vantaggio: avere una storia di pagamenti regolari aumenta la probabilità di vedere accolta la propria richiesta di prestito e a condizioni più favorevoli.
Per saperne di più, leggi la nostra scheda sulla CR e sui Sistemi di informazioni creditizie (SIC).